A cura della Redazione

In un mondo sempre più complesso ed in continua trasformazione, la vera sfida che attende ogni Azienda è quella di attrarre talenti e valorizzare le proprie risorse. Da sempre in Decathlon le skills ricercate sono strettamente legate al senso aziendale di rendere accessibili il piacere ed i benefici dello sport al maggior numero di persone, e ai valori che condividiamo: responsabilità, generosità, autenticità e vitalità.

L’accelerazione del digitale ha poi imposto di inserire nuovi ruoli con competenze specifiche, che accompagnino l’evoluzione del business model aziendale ma, più in generale, la trasformazione del mercato e del mondo esterno che stimola le aziende a far evolvere i mestieri e a dotarsi di nuove competenze. Negli ultimi anni, ad esempio, gli stessi consiglieri di vendita dei nostri negozi, hanno completamente stravolto il contenuto del loro mestiere. Il cliente non è più soltanto quello “fisico”, la relazione a distanza diventa importante come quella vis à vis e lo strumento principale con cui svolgere il lavoro (inventari, ricerca articoli e prezzi, stampa etichette, ecc) è diventato il cellulare attraverso la app aziendale che permette di seguire la customer experience.

Tutto ciò impone delle formazioni specifiche ed un accompagnamento costante per i collaboratori e le collaboratrici presenti e, la ricerca di nuove competenze all’esterno. In 4 anni sono nati nella nostra azienda 37 nuovi mestieri. Oggi quando ricerchiamo i “talenti di domani” indirizziamo la nostra attenzione verso persone flessibili, autonome, curiose e, se necessario, con competenze specifiche. Rispetto a tutto ciò, il tema prioritario e differenziante rimane quello di valorizzare le competenze ed i talenti nel quotidiano, in un ambiente inclusivo. Capacità ed attitudini si esprimono infatti al meglio grazie ad una cultura d’impresa e ad un ambiente di lavoro inclusivi.

In Decathlon la forte volontà è di mettere “la persona” al centro del progetto e renderla felice di recarsi quotidianamente al lavoro, in un ambiente sano e confortevole: ci siamo domandati se tutti i collaboratori e le collaboratrici fossero messi nelle condizioni migliori per esprimere al massimo il proprio potenziale. Abbiamo contattato un importante istituto a carattere scientifico, per condividere la nostra riflessione ed avviare un’analisi delle nostre postazioni lavorative.

L’obiettivo del progetto? Mettersi in discussione, migliorare gli ambienti di lavoro, arricchirli e, se necessario, ripensarli per renderli realmente inclusivi.

Il focus è stato dato prioritariamente alle esigenze delle persone con disabilità, ma anche alle donne in gravidanza ed ai lavoratori senior. Siamo partiti dai bisogni concreti e tangibili, con l’obiettivo di valorizzare attitudini e prospettive diverse in un ambiente di lavoro accogliente e funzionale alle esigenze di tutti e tutte. Grazie a prospettive nuove e diverse che ci hanno permesso di partire dalle reali necessità delle persone coinvolte nel progetto, abbiamo identificato un margine di miglioramento ed abbiamo avviato un processo di “rinnovo”. Tra le varie novità introdotte, soprattutto nel retail, vi è un carrello in alluminio, estremamente leggero e maneggevole, utilizzato per trasportare la merce da predisporre sugli scaffali. Il carrello ha un fondo basculante che si solleva a mano a mano che si svuota, permettendo di prelevare il contenuto sempre “in superficie”. E’ un ausilio pensato per le persone che lavorano in carrozzina, per i senior ma anche i giovanissimi che prevengono, grazie a questo strumento, eventuali future difficoltà. Questo esempio testimonia quanto sia importante valorizzare e supportare prospettive diverse e non smettere mai di integrare il quotidiano con strumenti che possano esaltare le competenze e aiutare nello svolgimento del lavoro durevolmente nel tempo. Un tavolino a rotelle, utilizzato come piano di appoggio per piegare l’abbigliamento è un altro esempio di strumento che ci ha permesso di agevolare lo svolgimento di alcune mansioni in azienda. Questo strumento, estremamente semplice, ha permesso a diverse persone con disabilità cognitiva e non solo, di essere supportate nell’espletare le attività per loro più complesse o complicate e diventa un acceleratore di competenze, trasferendo maggiore sicurezza in chi ne ha bisogno e rendendo l’attività da svolgere più semplice ed efficace.

Si tratta dunque di considerare prospettive sempre nuove e differenti, conoscere e comprendere quanti e quali tipi di diversità viviamo tutti i giorni nelle nostre realtà aziendali e cambiare il mindset. Con concretezza. Confrontarsi con i propri collaboratori e collaboratrici permette di conoscere difficoltà e prospettive nuove e di individuare più facilmente gli strumenti per favorire l’inclusione, valorizzare i diversi talenti, liberando il potenziale che c’è in ognuno ed ognuna di noi. Quando questi ausili si accompagnano ad attività di sensibilizzazione, la consapevolezza e la prospettiva cambiano e si arricchiscono, agevolando una cultura inclusiva.

Spread inclusion all around the globe