Nel contesto attuale, capire come poter attrarre, motivare e trattenere le persone gestendo in modo efficace, efficiente ed equo le loro diversità dando vita a un ambiente inclusivo in cui ognuno è riconosciuto, rispettato, valorizzato e messo nelle condizioni di dare il meglio di sè, è una delle principali sfide che le aziende devono affrontare. Per far proprio questa consapevolezza occorre intraprendere un processo di cambiamento organizzativo e culturale che investe i singoli, i team e l’organizzazione nel complesso, traducendosi in modo integrato in strategia, processi, politiche e azioni.

Si inizia arricchendo il purpose, i valori e la strategia aziendale rivedendoli alla luce di diversità, inclusione ed equità e, in base a ciò, vengono ripensati i processi organizzativi, di lavoro (flessibilità, smart working), di ricerca, selezione e on-boarding, di gestione ed empowerment delle persone (attraverso una strategia di total reward equa e meritocratica che permetta però flessibilità nella combinazione delle leve di compensation mix per tener conto delle diversità delle persone), di relazioni interne (in-formazione ed educazione alle diversità e alla loro gestione a livello individuale, di team, manageriale) e i modelli di coordinamento e di leadership. Ripensamenti che necessitano poi di essere tradotti in politiche di intervento, prevedendo opportuni KPI di misurazione per monitorare nel tempo i risultati raggiunti (presenza, produttività, sviluppo professionale, inclusione, benessere, soddisfazione).

Per far sì che l’azienda riesca ad adottare efficacemente questo approccio organizzativo, risulta indispensabile preparare il management, ingaggiarlo e renderlo protagonista del cambiamento attraverso interventi in-formativi ed esperienziali che permettano loro di comprendere cosa siano le diversità, perché siano rilevanti a livello individuale, di team e di azienda, quali sono i benefici di una loro gestione inclusiva ed equa e quali invece le criticità di una mancata gestione di questo tipo, esplicitando i fattori che tendono a limitare le capacità di inclusione individuali e di gruppo (abitudini, resistenza al cambiamento, schemi mentali, stereotipi, pregiudizi/bias, stigma, discriminazioni), fornendo suggerimenti per mitigarne l’impatto.

Le skills dei leader inclusivi

Per gestire in modo efficace la diversità, favorendo al tempo stesso l’inclusione, si ritiene siano utili particolari capacità di leadership. Il leader, infatti, dovrà essere in grado di relazionarsi con collaboratori con diverse personalità, background, mentalità e modi di lavorare, consentendo ad ogni membro del team di apportare il proprio contributo, a seconda delle possibilità di ciascuno. La gestione “calda e inclusiva” (Warm&Inclusive Lead) permetterebbe di ottenere un vantaggio competitivo maggiore rispetto al mantenimento di team “omogenei”.

Tra le competenze che favoriscono una leadership inclusiva possono essere annoverate:

Apertura mentale: i leader inclusivi sono aperti alle differenze e le apprezzano, mostrano curiosità verso il cambiamento, arrivando ad espandere le loro convinzioni e punti di vista.

Empatia: i leader inclusivi sanno vedere le cose da prospettive diverse, pertanto sono in grado di mettersi nei panni di un’altra persona e comprendere il suo punto di vista, i suoi approcci e le sue sfide. In questo modo i membri del team possono relazionarsi tra loro a un livello più profondo, con un conseguente miglioramento della comunicazione in termini di efficacia.

Autoconsapevolezza: i leader inclusivi hanno la capacità di comprendere loro stessi, quindi, sono coscienti dei loro eventuali pregiudizi e dei propri processi mentali.

Tuttavia, l’autoconsapevolezza deve essere accompagnata dall’accettazione e dal rispetto delle convinzioni e delle scelte degli altri. Questa abilità è strettamente legata a diverse competenze come la collaborazione e l’efficacia interpersonale. I leader inclusivi, quindi, possono partire dalle differenze tra le persone per aiutarle ad avere più successo ed essere più innovative e qualificate, in modo che siano in grado di soddisfare le diverse esigenze dei loro clienti sia interni che esterni in maniera efficace. Sulla base del contesto e degli obiettivi dell’organizzazione si modulano le competenze manageriali utili ad assumere il ruolo di leader inclusivo, così da definire un modello efficace e adeguato a cogliere la sfida dell’inclusione.

Un Master per guidare il percorso di cambiamento Per aiutare lo sviluppo di un contesto inclusivo che valorizzi il talento delle persone che abitano le organizzazioni noi di Smartworking srl e OD&M Consulting abbiamo deciso di dare vita ad un percorso di formazione che aiuti le organizzazioni, ed in particolare i ruoli che hanno la responsabilità di guidare questo cambiamento, ad intraprendere un percorso di cambiamento organizzativo e quindi culturale. I progetti in cui siamo stati coinvolti in questi anni come consulenti, ci hanno dimostrato con chiarezza che siamo davanti ad una vera e propria rivoluzione, non solo delle organizzazioni ma anche umana. Per apprendere come gestire un cambiamento così importante abbiamo centrato il programma sulle pratiche e sui metodi che hanno aiutato i nostri clienti a fare un salto verso un nuovo modo di lavorare e di intendere il patto tra lavoratore e azienda con l’obiettivo di valorizzare il talento di ciascuno.

Il percorso è, infatti, pensato per chi in questo momento è chiamato a gestire un cambiamento così strategico fornendogli la possibilità di sviluppare le skills necessarie per affrontare questo tipo di sfida, potendosi confrontare con casi studio reali. Si tratta di un cambio culturale che investe l’intera organizzazione e richiede estrema attenzione nella gestione del coinvolgimento e dell’ingaggio del management.

Nel percorso che abbiamo progettato i partecipanti avranno la possibilità di sperimentare sul proprio contesto organizzativo le pratiche che abbiamo affinato negli anni per aiutare le organizzazioni a prendere consapevolezza del cambiamento attraverso l’attenzione al coinvolgimento ed ingaggio del management e la costruzione di un percorso “di senso” unendo le sfide di business con l’esigenza di valorizzare il talento delle proprie persone ed il contributo che ciascuno può offrire.

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