Elga Corricelli e Elisabetta Dallavalle

All’interno di ELEhub, nostro osservatorio, abbiamo maturato consapevolezza e conoscenza rispetto al tema del Benessere delle Persone e della loro Felicità, grazie alle competenze sviluppate in seno alla certificazione CHO – Chief Happiness Officer e attraverso la metodologia della #Scienza del Sé – Self Leadership for Happiness. Riteniamo di fondamentale importanza porre le basi di una puntuale osservazione, in Italia, della tematica del #Benessere e della #Felicità a garanzia di sistemi eco-sostenibili e per la costruzione del Futuro per tutti noi e per le generazioni future.

È in atto, infatti, la trasformazione positiva dei sistemi che va oltre le cinque B del Benessere delineate dal WHO e la Felicità che ci permetterà di arrivare ad essere un sistema sostenibile in considerazione dell’Agenda 2030 dell’ONU e rispetto ai 17 SDG’s – Sustainable Development Goals. Riteniamo che anche le metriche, i parametri ed il linguaggio vadano oggigiorno riconfigurati con una prospettiva sempre più vicina ad una Felicità intesa come FIL oltre il PIL e come già, in parte, ci stanno dimostrando i parametri dei Bes-Istat di misurazione del benessere equo e sostenibile in Italia. Dal momento che sappiamo che il Mondo non sarà più lo stesso che abbiamo lasciato pre COVID-19, allora come ci immaginiamo il Mondo? Noi per prime abbiamo deciso di agire il Benessere e la Felicità in convergenza con il nostro essere, la nostra volontà e il nostro personale #Purpose. Unite in ELEhub portiamo la nostra visione, il nostro valore e le nostra unicità, forti di competenze solide in continua evoluzione. La nostra volontà è quella di pensare prima alle persone poi ai processi, di aiutare gli individui ad ESSERE prima che a FARE e di guidarli con umiltà e competenza, nel rispetto del loro ciclo di vita.

Elisabetta Dallavalle

Come ELEhub promuoviamo la trasformazione positiva nelle organizzazioni profit e non profit. Grazie alla Scienza delle Felicità e ai numerosi studi americani sulla trasformazione culturale organizzativa co-costruiamo progetti che vedono centrale il benessere e la felicità delle persone: felicità intesa come competenza da allenare non solo come emozione spontanea. Abbiamo evidenza che una persona felice performa meglio all’interno della propria realtà lavorativa. Questi i risultati delle maggiori ricerche di Harvard e Gallup. Nelle aziende che scelgono la positività organizzativa si possono misurare incrementi nelle dimensioni di performance e i dati sono sorprendenti: + 31% produttività, + 37% vendite, + 44% retention, + 300% innovazione e creatività. Si possono anche misurare decrementi nelle aree più costose e caratterizzanti in negativo della dimensione HR: -125% burnout, -66% malattia, -51% turn over. Quali sono i passi da compiere? Senza dubbio si parte dall’azienda stessa, dalla sua storia, dalle misure di welfare e wellbeing già in atto. Questa fase viene definita di assessment e mira a definire le azioni successive da compiere. Grazie all’assessment, l’azienda realizza una fotografia oggettiva dei passi già compiuti e vede nell’insieme la potenzialità di alcune iniziative. Questo strumento è anche un’occasione per indagare i bisogni dell’azienda. Sappiamo che le persone hanno necessità diverse. Partendo dall’assessment si passa alla co-costruzione della strategia vera e propria. La strategia considera obiettivi, processi, tempi e budget. È possibile iniziare dalla trasformazione del team HR, dal team commerciale, dal board, dal team comunicazione e marketing. Non ci sono punti di ingresso privilegiati, anche se è corretto dire che, per ottenere una vera trasformazione, il leadership team deve avere una parte attiva. Infatti, tutti i modelli di apprendimento, sin dalla primissima età, prevedono la messa in pratica della competenza appresa e la declinazione dell’apprendimento in azioni e comportamento.

Elga Corricelli

Le neuroscienze ci supportano in questa dimensione e sappiamo con certezza che non c’è crescita né evoluzione senza esperienza diretta e applicazione quotidiana di nuovi comportamenti. Molti sono gli strumenti che aiutano le persone ad allenare la loro felicità e a lavorare in team in modo generativo. Il risultato? Ancora una volta si riescono a co-costruire obiettivi comuni e condivisi, si lavora efficacemente in team, si includono le diversità e le unicità che rendono ricchi i sistemi. Si allena l’intelligenza emotiva che facilita le relazioni; aumenta la fiducia; si implementa la resilienza. Lavorare in team positivi aumenta l’engagement e il senso di appartenenza dei collaboratori e impatta sull’ecosistema (clienti, fornitori, collaboratori, territorio, istituzioni). Pertanto Wellbeing @Work sarà un “mantra” del presente e del prossimo futuro dal quale non si potrà prescindere. Non è più accettabile ignorare gli impatti negativi dello stress mentale e emotivo, anche sul posto di lavoro. Abbiamo accettato per troppo tempo gli effetti dannosi e sistemici dell’ansia, dello stress, dell’alienazione e della solitudine. Stare bene all’interno dell’Organizzazione coincide con lo stare bene in famiglia e di conseguenza stare bene nel sistema sociale, nel sistema Paese.

È dimostrato come emozioni positive che emergono da team ispirati, abbiano un impatto positivo sui risultati finanziari e sulle performance aziendali:

• il diffondersi di una cultura del BenEssere personale, quale conquista del singolo individuo e della società tutta;

• l’agevolare, all’interno della persona, il livello di consapevolezza, la cultura del rispetto e della gentilezza, così come la capacità di ricorrere a proprie risorse di resilienza, il tutto attraverso contatti fra persone, enti e associazioni;

• l’allargare gli orizzonti di tutte le persone che studiano e che lavorano, affinché si diffonda una cultura della cura della relazione, come un bene per la persona e un valore per le organizzazioni e per la società;

• il proporsi come luogo di incontro e di aggregazione nel nome di interessi culturali assolvendo alla funzione di maturazione e crescita personale e professionale, attraverso l’ideale dell’educazione permanente;

• il porsi come punto di riferimento per coloro che vogliano contribuire, anche in piccola parte, alla crescita della propria realtà di lavoro e di vita;

• il porsi come punto di riferimento in un’ottica di valorizzazione dei comportamenti attivi delle persone.

Spread inclusion all around the globe