A cura della Redazione

Ogni azienda si trova oggi più che mai a confrontarsi con i temi della diversità e dell’inclusione: è un’occasione per contribuire alla crescita non solo economica della società e essere protagonisti di uno sviluppo sempre più sostenibile.

Promuovere politiche di Diversity & Inclusion è, prima di tutto, una cosa giusta da fare, perché significa eliminare possibili ingiustizie, abbattere i pregiudizi, intervenire sulle cause che creano limiti nell’ingresso e nella progressione delle carriere, ad esempio. Non basta dare a tutti le stesse possibilità “sulla carta”, occorre intervenire attivamente.

Sappiamo bene che assicurare un’ambiente inclusivo, in cui ogni individuo può esserese stesso ed esprimere appieno le sue potenzialità, genera valore, innovazione, eccellenza, grazie alla ricchezza di idee, ai tanti punti di vista che rappresentano di fatto le sfaccettature del paese, dei propri clienti, non ultime le differenze di genere e di orientamento sessuale.

E’ cruciale quindi agire sui bias e sulla cultura, creando un terreno fertile per far comprendere ed abbracciare le azioni che vengono poi via via intraprese. Azioni che hanno sicuramente un effetto sull’azienda, ma che impattano positivamente sull’intera società: dai dipendenti, ai fornitori, ai clienti – attuali e futuri, fino alle comunità e ad ampie fette della popolazione.

Ogni azienda ha un suo percorso nella D&I e quindi sui temi LGBT+. Sky in Italia ha intrapreso una serie di iniziative e, prendendo spunto da queste, disegniamo una possibile strada. Uno dei primi passi è “sapere”, capire dove si è, usare una prima bussola, mappare per tracciare un piano in base alle evidenze e agli obiettivi che ci si pone, per poi misurare i risultati raggiunti.

Grazie a “survey” (questionari on line con risposte dei dipendenti in forma anonima) e analisi dei “verbatim” (commenti e dichiarazioni libere) si possono individuare alcune aree di intervento. Successivi “focus group” permettono di entrare ancora più in profondità in termini qualitativi sulle singole questioni.

Che esistano o meno risorse dedicate alla D&I, è importante raccogliere l’energia che viene dagli stessi dipendenti e fare rete, per questo in diverse realtà organizzative vengono attivati gli “Employee Resource Group”. In Sky Italia sono stati affrontati i temi della diversity grazie al “Cantiere Inclusion”, un progetto che ha stimolato gruppi di colleghi a lavorare su aree trasversali di innovazione e collaborazione. Il supporto e la sponsorship di Senior Leader ed EVP ha favorito l’engagement a tutti i livelli: il coinvolgimento di seniority e settori diversi è fondamentale per il successo delle iniziative.

Per le tematiche LGBT+ si era già costituito “Just Be”, un gruppo che è poi confluito nel cantiere Inclusion, contribuendo in modo integrato anche altri progetti. Anche chi si è focalizzato su specifici filoni (gender balance, parents, ethnicity…) è un Alleato negli altri ambiti e ambasciatore della D&I.

Uno dei pilastri del piano è la diffusione di una cultura inclusiva. Per questo il “cantiere” ha messo a punto una serie di workshop interattivi proprio sugli Unconscious Bias, sui pregiudizi e sui meccanismi che inconsapevolmente applichiamo nei confronti delle diversità e che possono condizionare le nostre scelte, anche in ambito professionale. 

Per portare avanti un cambiamento nel mindset, gli eventi aperti a tutta la popolazione aziendale giocano un ruolo nel far riflettere e confrontarsi, comprendere i vantaggi individuali e organizzativi dell’inclusione, diffondere policy ed aggiornamenti.

In Sky nel tempo sono stati organizzati incontri tematici con ospiti che potessero ispirare e informare efficacemente: Il valore dell’inclusione nei luoghi di lavoro, Coming out e stereotipi (con Parks), un seminario sulla corretta rappresentazione dei personaggi LGBT+ nei prodotti audiovisivi (con Diversity Lab), la legge sulle unioni civili con Monica Cirinnà (con Parks), “Affari di famiglia” dedicato al ruolo dei genitori a supporto del percorso di definizione dell’orientamento sessuale dei figli (con Agedo), ed è previsto un evento sui temi dell’identità di genere.

Il supporto delle associazioni è fondamentale – a partire da Parks “Global Inclusion through LGBT Inclusion” a cui aderiscono molte aziende impegnate nell’adottare politiche di inclusione – ed è molto utile condividere le pratiche tra organizzazioni e metterle a fattor comune.

Ricorrenze e date nel calendario LGBT+ possono diventare per le imprese occasioni di comunicazione interna per accrescere la consapevolezza e come espressione di impegno verso l’esterno, come il tradizionale appuntamento con il Pride. E quando non è possibile partecipare fisicamente, si organizzano eventi on line, programmi speciali, rassegne e altro ancora.

Per concludere la panoramica degli strumenti utilizzati e utilizzabili: una sezione della intranet dove raccogliere informazioni sui temi LGBT+ e D&I, news e articoli di approfondimento, link a policy; i social interni, come Yammer, per creare uno spazio di condivisione e di commento tra i colleghi ma anche di diffusione delle attività aziendali. Tra le prime iniziative c’è stata anche la diffusione di un opuscolo con informazioni di base, un “vocabolario” LGBT – dal coming out all’outing, identità e orientamento sessuale – e la pubblicizzazione di una casella email dedicata.

Usare la propria voce contro le discriminazioni e per l’inclusione: per un’azienda che realizza e diffonde contenuti, questo si traduce anche nei prodotti stessi, per Sky basti pensare ad XFactor, la serie We Are Who We Are e ad altri programmi che rappresentano tutte le diversità e che stimolano delle riflessioni; ma l’impegno nella D&I è per tutti, nelle attività quotidiane, dagli uffici alle aree tecniche, come parte integrante del DNA aziendale e dei valori corporate. E poter così contribuire, ognuno per quanto può, ad un business migliore ed a un mondo migliore.

Spread inclusion all around the globe