Il giuramento di Joe Biden come 46° Presidente degli Stati Uniti è un momento storico che rappresenta un passo avanti epocale anche nell’ambito dell’inclusione.
Sicuramente per la poesia declamata da Amanda Gorman e per quell’afflato corale “to compose a country committed to all cultures, colors, characters, and conditions of man”. Sicuramente per le esibizioni di Jennifer Lopez e Lady Gaga: evocative ed iconiche per le storie e le culture che rappresentano in termini di diversità. Ma sono soprattutto i nomi e le storie di Sarah McBride e Rachel Levine a lanciare segnali forti di cambiamento. Un vero e proprio spartiacque rispetto ad anni che hanno visto un congelamento, se non un arretramento culturale, in particolare verso i migranti e nei confronti dell’inclusione verso il mondo LGBT+.

Sarah McBride


Invece, nel giro di pochi giorni, Sarah McBride, 30 anni, è diventata la prima persona transgender a essere eletta al Senato degli Stati Uniti, mentre Rachel Levine è stata nominata come nuova assistente Segretaria alla Sanità, nonché la prima persona transgender a ricoprire un ruolo federale di tale prestigio e responsabilità.

Rachel Levine


Ci ha pensato poi Joe Biden ad abolire il bando che il suo predecessore aveva posto per l’inclusione delle persone transgender nell’esercito. Un segnale di totale discontinuità per un’altra delle istituzioni simbolo degli Stati Uniti. Segnali limpidi che contribuiscono alla diffusione anche nella comunità globale di un sentire condiviso più favorevole alla creazione di condizioni in cui tutti gli individui possano vivere in uno stato di equità e di pari opportunità, indipendentemente dall’identità di genere, dall’orientamento sessuale, dalla presenza di disabilità, e dal credo religioso e politico. Per questo, Sarah McBride e Rachel Levine diventano anche dei simboli per l’inclusione lavorativa di persone che fino ad oggi hanno rischiato di subire o che ancora subiscono delle penalizzazioni derivanti da stigma e pregiudizio. I veri ostacoli che si frappongono alla valorizzazione di skills e attitudini.
Quelle competenze che hanno permesso a Rachel Levine di essere chiamata a presidiare la Sanità in una fase storica dove è fondamentale fronteggiare l’immane sfida che il COVID-19 ha posto agli Stati Uniti e al mondo. Anche da quelle competenze si deve ripartire e cambiare passo.
Quali influenze positive possa irradiare anche in Italia l’ho voluto chiedere al Professor Paolo Valerio, vera e propria autorità di riferimento quando si parla di identità di genere e di inclusione, Presidente Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere, nonché Presidente Onorario al Centro di Ateneo SInAPSi dell’Università Federico II, struttura dedicata a ogni studente che si sente discriminat* o esclus* dalla vita universitaria a causa di disabilità,

Disturbi Specifici dell’Apprendimento o difficoltà temporanee di vario tipo.
Per lui, l’ascesa a quei ruoli di Rachel e Sarah è un punto di svolta che ci mette di fronte alla sfida di abbattere ogni stigma strutturale:quella mancanza di regole formalizzate che proteggano da subdole derive di discriminazione e assenza di tutele. Un’occasione per stroncare ogni tentativo di patologizzazione di svantaggi che nella maggior parte dei casi sono ascrivibili a stigma e pregiudizio. Un fenomeno che notoriamente colpisce e affligge il mondo LGBT+. Se da una parte si è assistito alla depatologizzazione dell’omosessualità e al riconoscimento dello status dell’essere transgender, ancora molta strada va fatta nel nostro Paese per favorire l’effettiva integrazione sociale e lavorativa di chi è messo in condizione di svantaggio da stigma e pregiudizio: dalle persone con disabilità, alle persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali. L’osservatorio privilegiato che ci offre l’Inclusion Job Day ci mostra un numero sempre crescente di aziende che hanno capito quale e quanto valore si nasconda in persone che sin qui hanno faticato ad essere riconosciute e apprezzate. Riusciremo ad avere presto le nostre Rachel e Sarah e a trarre valore dalle loro competenze?

Spread inclusion all around the globe