A cura della Redazione

Più della metà dei giovani LGBT+ (il 58%) non dichiara il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere sul luogo di lavoro per timore di discriminazioni da parte di dirigenti o colleghi.Tra questi una persona su tre (il 31%) ammette di aver preferito non dichiarare il proprio orientamento sessuale al primo impiego, con un picco del 41% nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 25 anni.

Questi sono alcuni dei dati emersi da una ricerca indipendente commissionata da Vodafone, che ha coinvolto più di 3000 giovani LGBT+ in quindici paesi. Dalla ricerca emergono anche i principali motivi di preoccupazione: per più della metà, per esempio, è il timore di una reazione negativa da parte dei colleghi, o di una limitazione alle prospettive di carriera o di promozione. Numeri che aumentano quando si tratta di donne: per timore di subire discriminazioni, solo il 29% delle donne LGBT+ d’età compresa tra i 18 e i 35 anni ha dichiarato il proprio orientamento sessuale sul posto di lavoro, rispetto al 44% degli uomini. Significativo, inoltre, che molti degli intervistati ammettano che non aver dichiarato il proprio status LGBT+ ha avuto ripercussioni negative dal punto di vista lavorativo (quasi un terzo dichiara che la cosa ha inciso sulla produttività), e che secondo più dell’80% degli intervistati sapere in maniera chiara e manifesta che i dirigenti prendono sul serio il tema dell’inclusione LGBT+ aiuterebbe a non avere timore di venire allo scoperto.
La ricerca Vodafone, commissionata a Out Now nel 2018, ha fatto emergere una situazione sociale allarmante, che ha portato l’azienda a dare vita a un programma internazionale – LGBT+ Friends Connect – con l’obiettivo di sostenere le persone LGBT+ e creare una cultura in cui i dipendenti possano essere aperti riguardo il proprio orientamento sessuale e l’identità di genere, indipendentemente dal background e ovunque si trovino. Ma Vodafone Italia ha messo in campo anche molte altre iniziative e progetti per tutelare la diversità ed essere sempre più inclusiva.
Vodafone infatti è tra le prime aziende in Italia a essersi dotata di un “Inclusion commitment” che riconosce la diversità e la valorizza come un fattore positivo di cambiamento, un modo per interpretare meglio i bisogni dei clienti, un incentivo per valutare le persone in base al merito e far emergere così diversi stili di leadership. In collaborazione con Stonewall sono stati avviati negli anni numerosi corsi di formazione sulla leadership inclusiva, incentrati sui colleghi LGBT+; si sono organizzati diversi workshop che hanno coinvolto il middle management e i graduates, nonché i senior leader; o ancora si sono messi a punto percorsi per aumentare la consapevolezza e la comprensione del mondo LGBT + sul posto di lavoro e per promuovere un ambiente inclusivo. Proprio per le sue iniziative a favore dell’inclusione,Vodafone è stata nominata tra iTop Global Employers 2020 da Stonewall, l’associazione che valuta e premia le aziende capaci di creare luoghi di lavoro inclusivi per la comunità LGBT+, e riconosciuta come miglior datore di lavoro per la Diversity & Inclusion con il premio “HR Team dell’Anno Diversity & Inclusion”.
Vodafone rispetta i suoi impegni di inclusione e riconoscimento anche nelle politiche di welfare, riconoscendo i diritti per le unioni civili, dalla licenza matrimoniale per le coppie dello stesso sesso fino all’estensione della copertura sanitaria integrativa. L’azienda ha inoltre introdotto il congedo genitoriale inclusivo, con cui potranno richiedere un congedo fino a 16 settimane retribuite al 100% dello stipendio i dipendenti che diventano genitori a seguito di nascita, adozione o maternità surrogata, in Italia o all’estero, e che non possono accedere al tratta- mento di maternità previsto dalla legge. Il congedo genitoriale inclusivo può essere fruito nei primi 18 mesi dal momento in cui la persona diventa genitore. Questa politica di welfare si aggiunge a quelle già in vigore: dalla copertura al 100% dello stipendio dei quattro mesi di congedo di maternità facoltativo che si aggiungono ai cinque mesi di legge, ai turni agevolati per le mamme con figli fino a 30 mesi, fino al fondo sanitario integrativo. La strada è quella giusta, anche se resta ancora molto da fare soprattutto in un settore – quello tecnologico – in cui emerge la necessità di un cambiamento e di maggiore spazio per la rappresentazione della diversità. Per questo Vodafone ha lanciato a livello globale #ChangeTheFace, un’iniziativa che invita le persone, le comunità e i leader dell’industria tecnologica a unirsi nell’impegno di migliorare la diversità e l’uguaglianza nel loro settore. Registrandosi al sito www.change-the-face.com, ciascuno può assumersi l’impegno di affrontare le disuguaglianze e sradicare i pregiudizi e le discriminazioni del settore.

Spread inclusion all around the globe