Se penso ai timori che avevamo quando abbiamo deciso di introdurre in Findomestic il tema dell’orientamento affettivo e sessuale non posso che ritenermi soddisfatta dei progressi che abbiamo raggiunto in soli due anni di lavoro: paura di non avere le competenze per affrontare un argomento così delicato e profondo, paura di ferire la sensibilità dei nostri interlocutori, paura delle reazioni dei detrattori. Abbiamo deciso di affidarci a professionisti, a chi tratta i temi dell’inclusione con serietà e impegno ma soprattutto con tanta tantissima passione: io e un collega siamo saliti a Milano, nella sede di San Babila e da quel giorno è nato il nostro sodalizio con gli amici di Parks.
Sin dal primo incontro con Simona e Igor ho compreso che avevamo fatto la scelta giusta: la semplicità disarmante con cui loro ti pongono di fronte alla realtà, ti inducono a scavare dentro te stesso e a “fare i conti” con i tuoi limiti e i tuoi pregiudizi. Sì, abbiamo davvero fatto la scelta giusta: decidiamo quindi di partire con un primo incontro di presentazione dell’attività di Parks nel nostro Comitato di Direzione. Non vi nascondo che la paura era tanta: chissà se tutti i componenti del nostro board avrebbero compreso il perché, a nostro avviso, i tempi erano maturi per parlare di orientamento affettivo e sessuale nella nostra azienda. Mentre Igor parla, osservo i volti dei presenti: sguardi attenti, assorti, rapiti dalle sue parole che procedono incalzanti… pregiudizio, stereotipo, inclusione, diritto di ciascuno di noi di essere sé stesso… La strada è ancora in salita, occorre procedere per gradi, passo dopo passo. Presentiamo Igor e Parks durante la Settimana della Diversity & Inclusion del 2019: Firenze, Spazio Alfieri, un cinema-teatro che ha lanciato la Diversity in Findomestic e che è diventato il nostro luogo-simbolo. Sale sul palco il nostro amministratore delegato che spiega alla platea il motivo per cui abbiamo deciso di coinvolgere Parks nel nostro percorso, pur consapevoli delle difficoltà che sicuramente incontreremo e che affronteremo con grande passione e convinzione. Gli amici di Barilla, Baker Huges e Eli Lilly ci raccontano i loro bellissimi percorsi, non facili, a volte corredati da qualche “scivolone”, ma di grande, grandissimo valore per i loro collaboratori e per la comunità. Noi ascoltiamo rapiti e attenti: dalle loro esperienze possiamo trarre tanti insegnamenti e spunti di riflessione. Una volta terminata la tavola rotonda sale sul palco Igor e inizia il suo bellissimo e profondo monologo “Parole ostili”: ostentare, accettare, tollerare… parole apparentemente innocue, che fanno parte della nostra quotidianità e del linguaggio comune, che possono però diventare una lama tagliente se pronunciate senza attenzione. Parole pesanti, che possono nascondere pregiudizi atavici o, più semplicemente, mancanza di consapevolezza e di sensibilità. I colleghi escono dal teatro profondamente colpiti dalle parole di Igor, che raggiungono la mente e soprattutto il cuore, che ti inducono a “fare i conti” con i tuoi pregiudizi più profondi. Comprendiamo che i tempi sono maturi: iniziamo con Igor una serie di incontri (purtroppo interrotti dalla pandemia) nelle nostre piattaforme per presentare Parks ai colleghi e per permettere loro di confrontarsi con lui e soprattutto con sé stessi. Igor ci fa notare che, in realtà, noi abbiamo iniziato un importantissimo percorso, forse in modo inconsapevole, già anni prima quando la nostra azienda e le nostre organizzazioni sindacali hanno firmato il Protocollo Inclusivo con cui abbiamo riconosciuto alle coppie di fatto, comprese quelle dello stesso sesso, gli stessi benefit e gli stessi diritti riconosciuti dal nostro CCNL e dal nostro CIA alle coppie unite in regime di matrimonio. All’interno del Protocollo abbiamo riservato una sezione dedicata alla cosiddetta “genitorialità sociale” con cui vengono riconosciuti diritti fondamentali anche a coloro che per legge genitori non sono, un importantissimo traguardo ancor oggi non scontato. Ci rendiamo conto di quanto sia stato straordinario ciò che abbiamo fatto“in tempi non sospetti” quando partecipiamo, grazie a Parks, alle tavole rotonde e agli incontri dedicati al tema: mi ha colpita, in particolare, un evento in cui siamo stati chiamati a presentare il nostro Protocollo e in cui ho avuto l’opportunità di ascoltare le esperienze di vita di tante coppie di fatto dello stesso sesso, delle immense difficoltà che devono affrontare di fronte a una legislazione non chiara ed esaustiva in tema di genitorialità sociale. Il 17 di maggio, in occasione della Giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia, abbiamo creato un meraviglioso arcobaleno umano formato da colleghi di ogni parte d’Italia che è stato postato su LinkedIn per dire no, con forza, a ogni forma di violenza.

Una partecipazione incredibile da parte di tantissimi colleghi che ci fa comprendere quanta sia la voglia di contribuire alla creazione di un ambiente di lavoro aperto e inclusivo in cui ciascuno possa davvero essere sé stesso senza il timore di essere discriminato. Il nostro percorso continua con la partecipazione virtuale, per la prima volta, al Pride Italia insieme a Parks e con la ripresa degli incontri (in digitale) con Igor: “L’inclusione non si ferma: abbracciare il futuro”, “Costruire una rete efficace di Alleati”, “La leadership inclusiva”. Giungiamo quindi alla nostra Settimana della Diversity & Inclusion 2020: durante la tavola rotonda organizzata con Igor assistiamo alla testimonianza di un giovane collega felicemente sposato con una persona dello stesso sesso e di una collega, madre di un adolescente con un orientamento sessuale diverso: due esperienze bellissime e molto toccanti che ci dimostrano come la strada da fare sia ancora tanta e che le barriere da abbattere siano molte, troppe. Due storie che ci indicano anche che, lavorando tutti insieme, riusciremo a creare un ambiente di lavoro inclusivo, in cui ciascuno possa mostrarsi per ciò che è; solo in questo modo riusciremo ad abbattere i muri che ci dividono e a permettere che le diversità che contraddistinguono ciascuno di noi ci arricchiscano e ci compensino anziché dividerci. In seguito a questo incontro e grazie alla generosità dei due colleghi che hanno aperto la strada abbia- mo ricevuto tantissime candidature grazie alle quali abbiamo introdotto un gruppo di lavoro che ha portato alla costituzione della nostra community

“Findomestic & Friends LGBT+A” che lanceremo tra poche settimane e di cui vi anticipo la vision: Sogniamo un mondo libero di esprimere i colori dell’arcobaleno, un mondo in cui la diversità sia normalità. Ascoltare senza Giudicare. Includere, Rispettare, Favorire la libera espressione.
Liberi di esserci
Dalle parole ai fatti”.

Spread inclusion all around the globe