A cura della Redazione

Lo studio legale Hogan Lovells è una realtà composta da persone che lavorano insieme e che, insieme, creano un’unica e caleidoscopica identità. Tutelare la libertà di essere chi si è, senza timori di giudizi o ripercussioni, è un concetto fondamentale che crediamo sia importante trasmettere anche esternamente. Lo studio ha sempre avuto profondamente a cuore il tema identitario e, qui in Italia, ci piace ricordare di essere stati fra le prime realtà nell’ambito legale a rendersi attive e propositive verso i temi e i diritti della comunità LGBTI+, sia internamente al nostro network che in collaborazione con altri studi e organizzazioni – tra le quali Parks – Liberi ed Uguali (di cui siamo membri) ed EDGE.
“Inclusione e diversità sono concetti che ormai (speriamo!) sono entrati a far parte delle strategie aziendali anche se a volte, non sempre, le parole non rispecchiano i fatti. Anche per questo motivo, il nostro approccio è da sempre più basato sull’attivismo e la concretezza che dimostra il nostro reale impegno.” commenta Leah Dunlop, partner e Diversity Champion di Hogan Lovells.
Nel corso degli anni lo studio si è distinto per le numerose iniziative che ha organizzato e a cui ha preso parte per dichiarare apertamente e ad alta voce che l’inclusione è la strada che ha scelto di seguire. Nel 2017 ha lanciato il programma Pride+, una rete globale aperta a tutte le persone dello studio su base volontaria, che riunisce le persone LGBT+ e gli alleati già presenti a livello locale in diverse giurisdizioni – Italia inclusa – per promuovere campagne di sensibilizzazione e inclusione per la comunità LGBTI+.

“Uno degli obiettivi principali di Pride+ – spiega Andrea Atteritano, partner e co-head Pride+ EMEA – è incoraggiare il sostegno da parte di tutti coloro che sono vicini alla causa LGBTI+ il cui contributo è considerato fondamentale nel perseguire l’uguaglianza. Organizziamo eventi, corsi di formazione locali e internazionali e ci concentriamo particolarmente sulla comunicazione interna per coinvolgere attivamente più persone possibili.” Uno dei punti di forza del nostro network è l’internazionalità: sappiamo quanto sia difficile supportare la causa LGBT+ in alcuni paesi quali la Russia e il nostro studio rappresenta un porto sicuro in un contesto dove essere sé stessi può essere considerato persino illegale. Questo impegno si riflette anche nel mercato e nel 2020 siamo stati inseriti nella classifica Top Global Employer di Stonewall composta solo 17 organizzazioni a livello mondiale. “Alla fine del 2019 a Roma abbiamo organizzato un grande evento celebrativo per i 50 anni dalle proteste di Stonewall – ricorda Atteritano – con aziende, associazioni e ospiti istituzionali. Un momento emozionante di confronto e riflessione per sottolineare che, ancora una volta, l’unione fa la forza.”

Lanciare un messaggio, soprattutto in realtà in cui esprimersi può significare incorrere in conseguenze pericolose, ha portato lo studio a riflettere su un nuovo ambito fondamentale quando si parla di comunicazione corretta: il linguaggio.

Essere inclusivi non rappresenta solo una scelta etica, ma uno strumento per dare forma al mondo e, si sa, il mondo prende forma attraverso le narrazioni. È proprio con questo spirito che lo studio ha lanciato il progetto Speak Inclusive! volto a far riflettere sulla potenza delle parole, su come uno stesso concetto possa disegnare nella testa di chi ascolta due scenari completamente diversi. Una vera e propria guida per l’utilizzo dei pronomi e la revisione a livello globale dei documenti standard in diverse aree del diritto che tengano in considerazione il rispetto della diversità dei singoli (clienti e non).

Andrea Atteritano

”Nel 2021 – aggiunge Atteritano – abbiamo in programma un nuovo progetto per spiegare i contenuti fonda- mentali per un utilizzo corretto dei termini e dei concetti: l’ABC dell’LGBTI+”.
Il nostro impegno per la diversità fa parte delle cinque priorità strategiche dello studio, ecco perché il nostro Global D&I Team riferisce direttamente al CEO riguardo le iniziative volte a promuovere una cultura inclusiva in cui tutti possano crescere e rispecchiarsi.

Oltre a ciò, lo studio si è posto nuovi obiettivi concreti da raggiungere, in continuità con gli importati traguardi già ottenuti. Hogan Lovells mostra orgogliosamente una gender balance in continua crescita che vede già numeriche bilanciate, a vari livelli, per quanto riguarda la carriera di uomini e donne. Nel 2020 lo studio ha ricevuto la Mansfield Certification 3.0 una certificazione che valuta quali studi legali considerano effettivamente le donne, avvocati LGBT+, minoranze e professionisti diversamente abili per assunzioni in posizioni senior, di leadership, di gestione dell’attività e di sviluppo aziendale: un riconoscimento che conferma il nostro impegno dopo solo due anni dalla Mansfield Rule 2.0.

Il prossimo obiettivo che lo studio si è posto è quello di raggiungere, tramite training sul gender bias, webinar, seminari, mentoring e coaching per uomini e donne un nuovo livello di empowerment anche soprattutto a livello verticistico.
Lo studio ha deciso infatti di impegnarsi affinché, entro il 2025, almeno il 4% della partnership sia formata da persone LGBTQ+ e il 15% da soggetti appartenenti a una minoranza.

Vediamo i risultati di questo approccio direttamente durante la fase di recruitment e di inserimento delle nuove risorse che ci confermano come l’ambiente inclusivo che si respira in studio sia concreto e tangibile.
“Siamo orgogliosi di quanto abbiamo raggiunto finora e altrettanto consapevoli che è necessario non fermarsi e ripetere i concetti per renderli parte integrante della società che ci circonda per poi concentrarsi su altri progetti di inclusione sempre più ambiziosi”.

Spread inclusion all around the globe