Oggi stiamo vivendo un periodo molto particolare dal punto di vista sanitario, politico e sociale: in tutto il mondo ci sono gruppi di persone più vulnerabili di altri – bambini, donne, persone disabili, anziani, ma anche giovani disoccupati, immigrati, persone di religione, nazionalità, orientamento o identità sessuale diverse – che in questo momento si sentono più abbandonati e isolati del solito.

Per questo abbiamo bisogno di leader che siano fari in un mondo in tempesta, con un orizzonte economico imprevedibile, dove tanti sono paralizzati dalla paura, dall’incertezza e lottano anche solo per rimanere motivati. Cerchiamo dunque delle fonti d’ispirazione che parlino ai nostri bisogni. Vogliamo dei leader che ci ascoltino, che ci diano speranza, che siano presenti. Che siano nostri alleati in questa battaglia quotidiana.

Ma cosa vuol dire essere alleati? Noi tutti abbiamo spesso un lungo elenco mentale, se non addirittura scritto, pieno di “cose da fare”. Una lista che può sembrare infinita. Lo stesso vale per chi occupa una posizione da leader. Troppo spesso siamo così concentrati su ciò che dobbiamo fare come leader, che ci dimentichiamo di chi dobbiamo essere come leader. In un mondo sempre più veloce, dove le pressioni continuano a crescere, la capacità di essere equilibrati e focalizzati sta diventando una delle abilità chiave per progredire.

Ma focalizzati su cosa? Quando ci penso, le persone che davvero influenzano o ispirano, sono quelle che ammiro per chi sono come individui, per i valori che rappresentano, il loro carattere, la loro umanità ed autenticità nella vita di ogni giorno, non solo per i risultati che hanno portato. Capisco di voler “essere” come loro, piuttosto che “fare” solo quello che hanno fatto.

Una delle cose che differenzia davvero i Manager dai Leader è che i primi sono concentrati maggiormente sul fare (ottenere risultati misurabili, il più velocemente possibile, in modi innovativi, ecc.), mentre i secondi sono focalizzati maggiormente sull’essere (essere visionari, motivanti, stabili, coerenti, strategici). Chiaramente essere Leader significa per forza fornire anche risultati tangibili, ma essere leader autentici, fornire quell’ispirazione e supporto al proprio team è ugualmente, e di solito, ancor più importante.

Come possiamo fare questo? In due modi principali:


L’ascolto profondo. Di tutte le capacità di leadership, trovo che ascoltare è quella che è meno sfruttata dai leader. L’ascolto autentico. Capire ciò che l’altra persona sta veramente cercando di dire, dalla sua prospettiva. Spesso ascoltiamo superficialmente. Sentirsi veramente ascoltati stimola un senso di appartenenza. Secondo Kotter International, il 71% della forza lavoro non si sente coinvolta, ma le aziende con dipendenti che si sentono coinvolti/e – e quindi ascoltati/e – hanno un rendimento per gli azionisti 5 volte superiore alla media.
Quindi cosa rende un essere umano coinvolto? Sono le storie e le connessioni personali, le esperienze e le narrative condivise. Dobbiamo rimanere curiosi e chiedere più informazioni, dobbiamo sapere come entrare in conversazioni più profonde e a volte anche scomode, sia per noi che per l’Altro. Perché questa cosa è importante per la mia capa o il mio collega? Qual è la sua vera preoccupazione?


La pazienza. Se vogliamo esercitare una leadership efficace, specialmente durante una crisi, è fondamentale avere pazienza. Dobbiamo essere in grado di mantenere la calma di fronte alle avversità e alle frustrazioni per instillare calma negli altri. Quando il tuo personale dipendente, i/le colleghi/e, sono tesi/e, devi sostenerli/e, non irritarti – e non irritarli/e. Purtroppo, la maggior parte di noi non mostra questa pazienza e non sa dove/come trovarla. Dobbiamo lavorare profondamente su noi stessi/e per trovare le strategie che consentano alle idee ed ai piani di prendere piede, di maturare.


Un consiglio finale: prima di parlare, reagire, giudicare, consigliare, fermati qualche secondo e pensa all’intento. Prendi il tempo per decidere chi vuoi essere in questa interazione e di cosa l’altro avrebbe bisogno, in questa situazione. Questi pochi secondi di pausa/visualizzazione possono contribuire molto a rendere le tue parole e i tuoi modi più significativi ed in linea con le tue intenzioni.

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