Elena di Cunzolo

Tutto ebbe inizio da una lettera anonima di un dipendente Dow del Michigan all’allora CEO. La lettera si concludeva così:

“I hope that one day I will be brave enough to sign a letter like this with my name. I also hope that in one, two or five years I will have seen enough progress that I will still want to give my very best to remain with Dow”.

Era il 1999. Con buona pace del nostro pionieristico collega, ci è voluto qualche anno in più… Ne sono passati venti da quella lettera ma abbiamo fatto molta strada da allora, animati e supportati da una cultura aziendale che ci ha permesso di evolvere a marce non forzate, bensì conquistate consapevolmente: dalla non-conoscenza alla presa di coscienza di una realtà a quel tempo ancora “scomoda” e nascosta, e da lì un impegno crescente a riconoscere e supportare i bisogni, i diritti, le aspettative e le aspirazioni delle persone LGBTQ+. L’inclusione è oggi per Dow un valore aziendale portante, uno dei quattro pilastri fondamentali della nostra cultura corporate, insieme a Customer Centricity, Innovation e Sustainability.

GLAD è il nome che Dow ha dato all’Employee Resource Group (ERG) per l’inclusione e la valorizzazione delle persone LGBTQ+ e lo scorso anno abbiamo appunto celebrato il nostro 20° anniversario. Il nome GLAD piace perché trasmette un messaggio in sé positivo, anche all’esterno della nostra azienda. Promuovere, valorizzare e celebrare le diversità che arricchiscono il nostro team non è soltanto una priorità strategica, è anche gioia e gratificazione.We are GLAD.

La “A” dell’acronimo GLAD sta per “Ally”. In Europa quasi il 90% dei dipendenti Dow associati al GLAD si auto-identifica come Ally non LGBTQ+. Quello degli Allies è un ruolo fondamentale e la nostra forza sta nel loro supporto. Gli Allies sono la rete sulla quale si fonda l’impegno a promuovere la trasformazione realizzando le iniziative a sostegno delle tematiche LGBTQ+. Una delle principali attività strategiche in corso va proprio in questa direzione: il programma From Ally To Advocate, un progetto mirato a sensibilizzare i dipendenti affinché tutti sappiano cogliere le opportunità per promuovere la diversità, sia all’interno dell’azienda che per mezzo di attività di advocacy esterna. L’Ally è chi, pur non appartenendo al mondo LGBTQ+, si impegna, si esprime, dedica il suo tempo, si espone, “ci mette la faccia” come si dice, sfidando i pregiudizi e proponendosi come modello di comportamenti inclusivi e valorizzanti.

La pandemia ha però aperto nuove sfide al nostro percorso di inclusione. La drastica riduzione delle occasioni di socialità, oltre a portare stress, incertezza e frustrazione, ha spinto alcune persone a chiudersi in se stesse, riducendone la ricettività e la propensione a guardare alla diversità come a un’opportunità di crescita. Per non perdere terreno e tenere viva questa sensibilità siamo tornati ai fondamentali: abbiamo completamente aggiornato il materiale formativo e la narrativa sui concetti-base della sessualità umana, la terminologia corretta per indicare la diversità sessuale, i pregiudizi consci e inconsci legati alla realtà LGBTQ+.

La comprensione è alla base della cultura del cambiamento e la nostra missione è di trasformare l’ambiente di lavoro in un luogo sicuro e inclusivo per tutti, indipendentemente da orientamento affettivo e sessuale, identità di genere o espressione di genere.
Siamo ben consapevoli del fatto che, nell’ambito delle tematiche LGBTQ+, troppo spesso la realtà transgender è vista come priorità secondaria, mentre, proprio per la sua specificità, merita una sensibilità e un focus dedicati. Nel 2020, per la prima volta nella storia di Dow, l’ERG GLAD Italia ha assunto la leadership di un progetto innovativo mirato a definire una Transgender Policy a livello europeo. Il documento indica le linee-guida per i dipendenti transgender e i loro leader e si propone come uno strumento di supporto dichiaratamente inclusivo, che aiuti a meglio comprendere le criticità che una persona transgender potrebbe incontrare nell’ambiente di lavoro – dalle fasi di selezione e assunzione fino alla sua completa integrazione professionale, con particolare attenzione alle forme di supporto da parte dell’azienda, prima, durante e dopo la transizione di genere.

Non meno importante è un’iniziativa in corso per il sostegno alle famiglie con figli LGBTQ+. Le situazioni di concentrazione familiare createsi per effetto del lockdown hanno in alcuni casi accentuato le problematiche legate al rapporto genitori-figli LGBTQ+, soprattutto nei casi in cui il coming out di adolescenti e giovani non è ancora compiuto, oppure è già avvenuto ed è motivo di conflitti familiari. Nella fase iniziale abbiamo aderito a gruppi aziendali di ascolto e condivisione di esperienze, formatisi spontaneamente negli Stati Uniti. Nel corso del 2021 intendiamo consolidare la nostra esperienza e costituire un gruppo dedicato in Dow Italia, avvalendoci anche di collaborazioni esterne.

È indubbio che portare avanti con continuità iniziative e progetti, superando le attuali barriere all’interazione sociale, è diventato più complicato; ciò nonostante, non perdiamo di vista né i nostri obiettivi, né quella che è la nostra visione fin dal primo giorno di attività del GLAD: creare le condizioni affinché, nel giro di pochi anni, network aziendali LGBTQ+ non abbiano più ragione di esistere. Forse alcuni di voi penseranno che questa sia pura utopia. Eppure, tanto sta cambiando anche in Italia e, nel confrontarmi con I&D leader di altre organizzazioni, scopro che siamo in molti a condividere la stessa visione. Certo è che, con il perdurare di questa fase di isolamento sociale e crisi economica, la nostra responsabilità nel rinnovare ogni giorno l’impegno a valorizzare la diversità LGBTQ+ è più grande. Dobbiamo continuare a crederci e insieme – individui, aziende, organizzazioni – accelerare la trasformazione.

Spread inclusion all around the globe