LGBT+ LEADERSHIP ENHANCEMENT PROGRAM – Imparare a vivere meglio la propria visibilità nell’ambiente di lavoro

Mario Di Carlo e Maria Silvia Spinelli

Tra le motivazioni che spingono le persone a fare coming-out, una delle più frequenti è quella di “iniziare a volersi bene”. È evidente come la possibilità di poter esprimere se stessi in piena autenticità e coerenza aumenti il livello di benessere. Anche al lavoro condividere un ambito personale permette l’instaurarsi di relazioni più profonde e di reale scambio, che impattano positivamente sul nostro stato psico-emotivo e sulle possibilità di realizzazione professionale.

Maria Silvia Spinelli

Negli ultimi anni si è osservata una tendenza positiva della percezione di libertà delle persone LGBT+ nel mostrarsi in ambiti familiari e sociali. Tale dato pare essere in contrasto per quanto riguarda l’ambiente lavorativo.
I dati riportati nel report “Out At Work” del 2018, condotto dal Boston Consulting Group, descrivono il para- dosso per cui, seppure l’80% degli intervistati ha dichiarato di essere pronto a rivelare il proprio orientamento sessuale a lavoro, solo la metà di essi lo ha effettivamente fatto. Uno dei motivi che spiega questo dato risiede nell’opinione che, per il 35%, fare coming-out potrebbe compromettere la prospettiva di carriera. Una percentuale pari al 46% dei dipendenti intervistati ha ammesso di mentire apertamente (o di omettere) in conversazioni informali sul proprio orientamento sessuale. Emerge, inoltre, una differenza tra donne e uomini con una percentuale più alta di donne (20%) che nascondono il proprio orientamento rispetto agli uomini (14%).
Molteplici ricerche hanno dimostrato come fare coming-out aumenti la soddisfazione sul lavoro, l’intenzione di rimanere nell’azienda e anche il supporto emotivo tra i colleghi. Gli ambienti di lavoro meno inclusivi, come stimato dal Center for Work-Life Policy, comportano “costi” per l’azienda in termini di ambizione, aspirazione e dedizione al raggiungimento degli obiettivi dei propri dipendenti così come in termini di minore capacità di attrarre e trattenere i migliori talenti.
Sono molte ormai le aziende che hanno avviato, in tempi più o meno recenti, programmi di diversity & inclusion con attenzione specifica all’orientamento sessuale e all’identità di genere. Il gruppo di imprese raccolto in “Parks – Liberi e uguali” ne è il migliore esempio. È importante che le persone LGBTI+ riescano a beneficiare effettivamente del miglioramento dell’ambiente lavorativo, dovendosi confrontare con un ambiente raramente omogeneo nell’effettiva capacità di includere e, talvolta, in faticoso cambiamento. Il percorso di visibilità è, infatti, uno strumento per la propria realizzazione in ambito lavorativo, è una leva importante per continuare a generare un ambiente più inclusivo e, in molti casi, è in grado di offrire modelli di riferimento e di ispirare tanto chi si affaccia al mondo del lavoro quanto chi si affaccia all’idea del proprio coming-out.

Mario Di Carlo

Gestire le dinamiche relazionali legate alla visibilità richiede fiducia, motivazione e ispirazione, così come la capacità di analisi personale e di contesto, saper comunicare e costruire alleanze e affrontare, talvolta, dei conflitti. Essere professionisti e professioniste consapevoli e visibili richiede anche la conoscenza dei propri diritti, una riflessione sulle dinamiche psicologiche proprie e altrui e la capacità di fare leva su un approccio positivo all’inclusione. Con queste finalità EDGE, in collaborazione con altre associazioni – Avvocatura per i diritti LGBTI-Rete Lenford, Italian GLBT Business “Chamber”, Nessuno Uguale Diversi Insieme, Live Your Rainbow, Globe MAE, Polis Aperta – ha organizzato un corso di leadership training per fornire ai talenti LGBT+ una “cassetta degli attrezzi” che possa dare gli strumenti per vivere pienamente la propria dimensione personale e la propria identità sessuale in ambito lavorativo.
Il corso partirà a marzo e proseguirà sino a dicembre con due incontri on-line al mese secondo questi moduli:

1. Peer-to-peer talks, che prevedono la condivisione di esperienze personali da parte di business leader LGBTI+, guidati da un moderatore per condividere la propria esperienza, i desideri, le difficoltà, le strategie di successo del loro coming–out, le lezioni apprese;

2. Lezioni tecniche su ambiti specifici: Psicologia e Comunicazione, soffermandosi su temi come l’omofobia interiorizzata, il minority stress e la gestione del conflitto, Diritto del lavoro (con focus sulla tutela antidiscriminatoria e sull’identità di genere e sui rapporti familiari), Economia e Management (soffermandosi sull’inclusion business case e sul pink marketing).
Il corso è rivolto a professionisti/e, manager, funzionari/e di ogni livello che vedono la possibilità di migliorare la propria dinamica professionale lavorando sugli aspetti relazionali o che vivono (o temono di poter vivere) una situazione di stress lavorativo. L’ambizione del LGBTI+ Leadership Enhancement Program è quella di ispirare, motivare, formare e supportare i talenti LGBT+ nel proprio percorso di visibilità all’interno dell’azienda in cui lavorano e del mondo professionale, e di sostenere e svilupparne capacità e benessere.

Ulteriori informazioni ed il programma sono disponibili sul sito www.edge-glbt.it/llep

Spread inclusion all around the globe

Author: administer