A cura della Redazione

«This is huge. Our Firm is being a ground breaker again» – è con queste parole, cariche allo stesso tempo di orgoglio e aspettative, che Alessandro Sciarra, un giovane associate dello Studio Legale internazionale Clifford Chance, ha commentato l’annuncio dei nuovi obiettivi di inclusione e diversità a cui lo Studio punta per i prossimi anni. Lo scorso luglio sono stati infatti resi noti una serie di obiettivi globali e regionali per l’inclusione di genere, etnia e LGBT+, affinché uguaglianza di opportunità, progresso e responsabilità siano pienamente integrati nella sua strategia globale. «Questi target rappresentano un segnale forte e concreto verso la creazione di un ambiente di lavoro sempre più inclusivo e variegato, che si traduce in un’organizzazione agile, resiliente, innovativa e all’avanguardia» – continua Alessandro. Da qui l’orgoglio e il senso di appartenenza verso una struttura che fa della diversità uno dei suoi principali punti di forza. Classe 1988, da oltre sei anni Alessandro collabora con lo Studio, dove si occupa prevalentemente di contenziosi, riorganizzazioni societarie e procedure concorsuali. Da quasi nove è fidanzato con il suo compagno spagnolo, che vive e lavora in Francia come paesaggista. «Abbiamo sempre cercato di vederci con regolarità e in questo periodo, lavorando prevalentemente in smart-working, è ancora più semplice riuscire a passare del tempo insieme» – commenta sorridendo.Al di là degli impegni professionali, Alessandro è anche un attivo promotore delle attività di Diversity & Inclusion di Clifford Chance, e riveste il ruolo di co-lead italiano del Gruppo Arcus, la comunità LGBT+ dello Studio a livello globale. È con questo background, unito a una buona dose di apertura e curiosità, che ha deciso di aderire al programma di Reverse Mentoring, uno dei tasselli più importanti della strategia D&I dello Studio. Il format del progetto, in uso ormai in diverse organizzazioni e multinazionali particolarmente sensibili a questi temi, prevede un percorso da portare avanti in coppia tra professionisti di seniority diverse.Al contrario del mentoring tradizionale, in questo caso l’idea di base è che ciascuno, indipendentemente da età anagrafica e titolo professionale e in virtù non solo della propria formazione, ma anche del bagaglio di esperienze e del vissuto personale, sia in qualche modo portatore di competenze e insegnamenti che vengono messi a disposizione dell’altro, in un reciproco scambio di idee e punti di vista da portare avanti insieme. Il progetto, dopo una fase pilota avviata nel 2019, di recente è stato rilanciato a livello globale alla luce dei nuovi obiettivi, e al momento conta complessivamente di circa 200 percorsi avviati con successo, di cui una decina solo in Italia, tra i quali quello di Alessandro. In questo caso, il suo compagno di progetto, o per meglio dire “mentore” e allo stesso tempo “mentee”, è Filippo Emanuele, partner dello Studio e co-head del dipartimento Finance & Capital Markets in Italia. E se contenziosi e procedure di concordato sono il pane quotidiano di Alessandro, il mondo della finanza corporate e tutti gli strumenti che ne derivano, dalle emissioni di bond, agli aumenti di capitale e quotazioni in Borsa, non ha più segreti per Filippo, che vanta nel settore un’esperienza più che ventennale. Doppiamente qualificato all’esercizio della professione forense nelle giurisdizioni inglese e italiana, Filippo è nato e cresciuto nel Regno Unito, dove ha completato la sua formazione accademica, ma il nome ne rivela chiaramente le origini italiane. Dopo diverse esperienze nelle sedi dello Studio di Londra e Roma, si trasferisce definitivamente a Milano con tutta la famiglia.

«Come partner dello Studio ho preso parte con piacere a questo programma che si nutre delle reciproche diversità, offrendo un’inesauribile fonte di arricchimento personale e professionale» – afferma Filippo. I due profili, che non potrebbero essere più diversi l’uno dall’altro, trovano tuttavia un terreno comune nell’internazionalità della propria sfera affettiva. «Mia moglie è francese» – dichiara Filippo, «in casa con i nostri figli e tra amici parliamo un misto di italiano e inglese, ma capita, al bisogno, di utilizzare inglese, italiano e francese insieme». Anche per Alessandro, la mescolanza di lingue diverse è stata la routine quotidiana nei primi anni di rapporto con il suo compagno spagnolo. «Io non conoscevo lo spagnolo e lui non parlava una parola di inglese, ma avevamo entrambi una buona padronanza del francese. Abbiamo iniziato così, imparando pian piano le rispettive lingue. Lungo il percorso era inevitabile non confondersi, e abbiamo coniato dei mix terribili» commenta ridendo.

Cercando di tracciare un bilancio del percorso intrapreso finora, nonché le prospettive per un 2021 a cui tutti sembrano guardare con speranza e moderato ottimismo, Filippo e Alessandro si promettono di riprendere gli incontri con costanza ed entusiasmo. «Finora lo abbiamo fatto telefonicamente o via Zoom, ma aspettiamo con ansia la possibilità di incontrarci nuovamente di persona, per prendere un caffè o fare una passeggiata, e per continuare a discutere di temi di Diversity & Inclusion, proseguendo in quel percorso di comprensione e condivisione reciproca che non potrà che avere impatti positivi, per noi stessi e per lo Studio nel suo complesso, sia dal punto di vista professionale che dei rapporti interpersonali» – commenta Filippo. Un altro aspetto importante perseguito dal programma è infatti la semplicità e l’informalità degli incontri e delle relazioni che si instaurano. «Al di fuori dell’ambito strettamente lavorativo è più facile parlare liberamente, scambiandoci opinioni e punti di vista senza temere ripercussioni» – dichiarano quasi all’unisono. Una convergenza di opinioni da cui traspare, in modo molto chiaro, la strategicità di iniziative come questa, che Clifford Chance intende implementare su scala ancora più ampia nel prossimo futuro e che considera un elemento imprescindibile per un’organizzazione fatta di persone, nonché un fattore chiave di successo fondamentale per perseguire la propria strategia di business.

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