POINT BREAK – “Non chiederci”

di Valeria Colombo

Quando ho iniziato a pensare al tema del Linguaggio la prima cosa che mi è venuta in mente è una poesia, “Non chiederci la parola che squadri da ogni lato” di Eugenio Montale, una delle liriche più belle della poesia italiana, parte della raccolta capolavoro “Ossi di seppia”, del 1925.

Vi invito a rileggerla, come tante poesie di Montale stupisce per la potenza comunicativa ed emozionale espressa in poche parole semplici.

Lasciando un momento da parte il significato più profondo dei versi, mi vorrei concentrare sul messaggio in superficie: trovare una parola, un linguaggio comune, che definisca in modo chiaro un concetto è impresa complicata. E questo vale anche se parliamo di sostenibilità.

La sostenibilità negli ultimi

anni ha guadagnato molto spazio nel dibattito economico, sociale, politico e spesso la discussione si è focalizzata proprio sulla difficoltà di definirla in modo esaustivo e al contempo intellegibile.

Il mercato dei prodotti “sostenibili”, di consumo o finanziari, si è molto ampliato e in assenza di una definizione condivisa sta aumentando il rischio di confusione, se non, di “inganno”, che in questo settore si chiama greenwashing.

Per tutelare i risparmiatori e i consumatori l’Unione Europea si sta adoperando per definire un linguaggio comune che chiarisca quali caratteristiche deve avere un prodotto per potersi dire sostenibile.

Per quanto riguarda la finanza sostenibile, lo strumento in via di adozione è la Tassonomia Verde (Green Taxonomy) che classifica quali attività possono essere considerate sostenibili dal punto di vista ambientale e sociale. L’UE ha optato per una classificazione positiva (cosa è sostenibile) e, data la complessità del tema, ha previsto 3 criteri per la categorizzazione. Per essere definita “verde” un’attività deve contribuire positivamente a uno degli obiettivi ambientali e climatici, essere svolta nel rispetto di garanzie sociali minime e contemporaneamente non danneggiare nessun altro obiettivo. Gli obiettivi ambientali e climatici identificati dalla tassonomia sono: mitigazione del cambiamento climatico, adattamento al cambiamento climatico, uso sostenibile e protezione delle risorse idriche e marine, transizione verso l’economia circolare, prevenzione e controllo dell’inquinamento, protezione della biodiversità e della salute degli eco-sistemi.

La tassonomia consentirà agli investitori di individuare le imprese più sostenibili verso cui orientare gli investimenti. È infatti importante che i capitali siano indirizzati verso aziende che contribuiscono alla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio nel rispetto delle priorità sociali.

Il lavoro della UE è imponente e non esente da critiche ma è attualmente il passo più avanzato verso una definizione condivisa della sostenibilità; l’Unione sta inoltre lavorando insieme ad altri paesi all’interno della International Platform on Sustainable Finance (IPFS) per confrontare le tassonomie esistenti e identificare i punti in comune e le differenze di approccio, i criteri e i risultati ottenuti.

Per “squadrare da ogni lato” la sostenibilità è dunque necessario considerare più dimensioni, valutare impatti positivi e negativi, intenzionali e collaterali, condividere punti di vista e buone pratiche e soprattutto non dimenticare che ambiente e persone sono un tutt’uno, da tutelare e far crescere.

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Author: administer