OLTRE LO SPECCHIO – Parole che escludono

di Igor Suran

Parole, parole, parole.

Quelle combinazioni magiche di lettere che diventano il riflesso dei nostri pensieri. Di noi stessi. Perché noi siamo i nostri pensieri. E siamo le nostre parole.

E, spesso, gli altri non ci possono conoscere se non attraverso le parole che diciamo. Non tutti hanno il privilegio di conoscere i nostri pensieri, di vederci nei momenti difficili della vita, di capire quanto siamo veramente delle brave persone.

Valutano quello che sentono. Le nostre parole. E, per loro, le nostre parole sono i nostri pensieri. Per loro le nostre parole siamo noi.

Spesso, molto spesso c’è perfetta armonia tra significato e ’intendimento delle parole che escono dalla bocca e quelle che entrano nelle orecchie di chi ascolta. Le parole diventano ciò che volevamo fossero: pacifiche e inequivocabili. Parole amiche.

A volte, invece, questa armonia non c’è. E le nostre parole, nel volo dalla bocca verso le orecchie altrui, si trasformano, diventano proiettili, bombe atomiche. E feriscono… Fanno stare male persone a cui vogliamo bene, persone che non vorremmo mai ferire. Diventano parole ostili.

C’è chi lo fa apposta. C’è chi è consapevole del potere manipolatorio di queste parole che diventano armi.

Ma noi che stiamo leggendo queste righe, noi, non lo facciamo apposta. A volte capita di farlo solo perché non siamo consapevoli di quanto, il significato di ciò che diciamo, possa mutare durante “il volo” verso chi ascolta. Perché nessuno ce lo ha detto. Nessuno ce l’ha fatto capire. Oppure ce ne ha hanno parlato, ma non abbiamo ascoltato. Non ne capivamo l’importanza.

Ricchione, finocchio, brutto travestito…

No, non sono queste le parole di cui sto parlando, oggi. Certo, sono offese terribili, sono un invito “alla guerra”, servono per annientare… ma sono talmente ovvie, talmente trasparenti nel loro intento di far stare male che non ci vuole un’assemblea di menti illuminate per deliberarne la pericolosità.

A pensarci bene, anche la parola lesbica viene spesso intesa come un’offesa. Anche se, in tutti i dizionari di questo mondo, la parola lesbica viene usata per definire una donna con orientamento sessuale e affettivo omosessuale. Una donna che ama le donne.

Oggi non parliamo delle parole palesemente offensive. Le parole di cui parliamo oggi sono invece, spesso, tra le parole più belle nella nostra lingua e in tutte le lingue del mondo. E, anche quando non sono tra le parole più nobili, sono tra quelle che usiamo ogni giorno, mille volte al giorno. E che possono far sentire escluse le persone che ascoltano.

“Ma come può far sentire escluso,una parola normale?”, mi stanno chiedendo.

Ecco, appunto.

Normale. Inizio già a sentirmi escluso.

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Author: administer