PHILIPS TALK – Intervista a Simona Comandè, General Manager Philips IIG

A cura della Redazione

Questo numero di DiverCity si occupa di Linguaggio e di quanto la comunicazione sia fondamentale per accompagnare e veicolare l’inclusione di tutte le diversità. Incontriamo oggi Simona Comandè, General Manager Philips Italia, Israele e Grecia.

Come è nata l’idea dei talk?

Ne faccio una questione di responsabilità etica e sociale prima di tutto: un’azienda come Philips ha un’esposizione tale che non può non mettere al servizio di tematiche rilevanti per la comunità in cui operiamo. L’inclusione e la diversità sono un impegno misurabile e un obiettivo strategico che guida il nostro modo di fare business. Con questi talk, diamo spazio all’esigenza di parlare alle nostre persone e a chi tra clienti e consumatori ci segue, raccontando loro il valore della diversità e sul dovere che ognuno di noi dovrebbe avere verso l’inclusione. Si tratta di sensibilizzare, di offrire spunti di dialogo e riflessione e di costruire un vocabolario comune e inclusivo su queste tematiche.

Come si strutturano i talk?

I diversity talk sono cinque appuntamenti mensili di un’ora ciascuno in cui affrontiamo insieme ai nostri ospiti i pilastri della diversità: Cultura, Generi, Lgbt+, Disabilità, Generazioni. Degli spunti di conversazione che costruiscono racconti di diversità, fatti di esperienze personali e professionali e la possibilità di accogliere domande dal pubblico per favorire un’interazione trasparente e non filtrata.

A chi sono rivolti?

I talk sono rivolti innanzitutto alle nostre persone, che possono seguire le interviste svolte in diretta streaming i oppure avere accesso alla registrazione ex post. Sono stati pensati in primis per loro, per sensibilizzare, interessare e coinvolgere le nostre persone in un percorso di inclusione che, in questo caso, passa attraverso il racconto di vite e di storie che sanno ispirare. Ma non solo: abbiamo scelto di estendere la possibilità a chiunque all’esterno fosse interessato ad ascoltare, ad approfondire, a crescere insieme a noi. Per questo i nostri talk sono aperti a tutti; devono rimanere fuori solo giudizi e pregiudizi.

I talk sono interattivi e gli spettatori/spettatrici possono interagire con il panel?

Assolutamente sì. Poiché le interviste si svolgono in diretta chiunque sia collegato in quel momento può, tramite chat, inviare domande, chiedere chiarimenti o condividere esperienze personali.

Chi sono gli/le ospiti che avete avuto finora e come sono stati “selezionati”?

Ad oggi abbiamo incontrato: Rose Cartolari – International Leadership Consultant e Cesare De Michelis – Data Scientist nel talk sulla multiculturalità, Paola Mascaro – Presidente Valore D e Odile Robotti – Fondatrice Learning Edge, autrice e Blogger, oltre a me nel talk sui generi, Igor Suran – Direttore Esecutivo Parks – Liberi e Uguali e Mariangela Fierro – Security Senior Manager Accenture nel talk sui temi Lgbt+ e, nel primo appuntamento del 2021, incontreremo Elena Travaini – ballerina professionista e Irbin Vicco – atleta paraolimpico nel talk sulle disabilità. Seguirà l’appuntamento dedicato alle Generazioni su cui ancora non faccio spoiler. Ogni relatore che ci accompagna in questa esperienza è stato scelto e invitato a raccontare la propria storia, di vita e professionale, poiché le due sono sempre inevitabilmente intrecciate, perché fortemente caratterizzata dalla “diversità” oggetto dell’appuntamento. Sono inoltre persone differenti per età, nazionalità, genere, abilità e con la voglia di mettere a disposizione degli altri le proprie esperienze.

Perché è importante sensibilizzare le persone in azienda?

Vogliamo raggiungere tutte e tutti con questo percorso perché è importante capire che ogni azienda, multinazionale e non, non è esente da diversità in ogni sua forma e che anzi è chiamata a essere in prima linea nel valorizzare le diversità di ciascuno (dalle persone parte dell’azienda, al cliente, allo stakeholder, ecc.) e promuovere percorsi di inclusione a tutti i livelli. E da leader di azienda ribadisco quanto questo sia non solo un tema di responsabilità sociale, ma sia diventato a tutti gli effetti un driver di business dal quale non è possibile prescindere, per cui invito tutti a non ignorarlo.

Si toccano solo tematiche inerenti al mondo del lavoro o anche alla società e agli ambiti personali?

Cerchiamo di trasmettere l’idea che il valore delle diversità sia spendibile in ogni ambito, lavorativo, familiare, sociale. Proprio per questo i/le nostri/e ospiti si raccontano con generosità, condividendo anche parti della propria vita privata e non strettamente professionale, per mostrare e dimostrare la potenza e la ricaduta positiva di pratiche e prassi inclusive.

Cosa risponde a chi pensa che l’inclusione sia esclusivamente un tema di moda, o di apparenza? Quanto impatta sul business di un’azienda?

Le mode sono altre, passano senza lasciare poi grandi segni. Questo percorso, come altri portati avanti da aziende ed enti virtuosi, sono certa che di segni ne lascerà. E si tradurranno in ascolto, in attenzione, in valorizzazione di contributi di tutti, in apertura, in capacità di considerare punti di vista e prospettive che avremmo forse ignorato prima. Non mi aspetto che cinque talk facciano da soli la differenza in termini assoluti, ma sono senza dubbio un tassello fondamentale all’interno di un percorso molto più ampio di valorizzazione delle diversità e inclusione che Philips supporta da tempo. E il valore che si genera è un valore per le persone e per il business, perché una comunità in grado di fare delle differenze un punto di forza sa creare quell’innovazione concreta di cui Philips gode da oltre 100 anni.

Qual è dunque l’approccio di Philips ai temi I&D?

Philips punta a migliorare la vita di 2 miliardi di persone l’anno entro il 2025 e, per fare questo, parte proprio dal suo interno. In Philips ognuno può dare una direzione alla propria carriera grazie a programmi di formazione, mentoring e networking. Sulla scia dei programmi di Inclusion & Diversity, Philips ha fissato a livello globale un obiettivo del 30% di diversità di genere nelle posizioni di senior leadership entro la fine del 2025, per andare oltre il target del 25% fissato per il 2020, che con ogni probabilità verrà raggiunto entro la fine dell’anno.

In Italia, per supportare un processo di cambiamento culturale basato sulle differenze e sul rispetto, con la convinzione che una società più inclusiva non sia solo eticamente corretta, ma anche strategicamente più efficace per lo sviluppo di idee innovative e di successo, abbiamo stretto delle partnership con alcune associazioni, come Parks – Liberi e Uguali e ValoreD, impegnate nel promuovere i temi cardine dell’inclusione e delle diversità.

Crediamo in una leadership inclusiva, che attraverso caratteristiche diverse per età, genere ed esperienza possa garantire maggiore capacità nella nostra organizzazione. Per questo, insieme a ValoreD, abbiamo attivato percorsi di mentoring per donne middle manager per creare consapevolezza di sé nel contesto organizzativo, sviluppare lo spirito imprenditoriale per favorire la carriera e creare una rete di giovani di talento. A conferma del nostro impegno, siamo ambasciatori del Manifesto per l’occupazione femminile promosso da Valore D, di cui ho l’onore di essere parte del Consiglio Direttivo. La partecipazione alla ricerca “Talenti Senza Età”, inoltre, promossa da ValoreD in collaborazione con l’Università Cattolica sul tema dell’Active ageing, ci ha fornito ottimi spunti per gestire al meglio la co-presenza in azienda di popolazioni diverse, con età e competenze diverse. Vogliamo infatti che il nostro ambiente lavorativo sia stimolante sia per la popolazione junior sia per quella senior attraverso la creazione di gruppi di lavoro dove i più giovani lavorano con i meno giovani e vengono scambiate le competenze: i senior cedono competenze tecniche e acquisiscono competenze digitali. Ed è proprio questo continuo scambio virtuoso che è per noi motore indiscusso di innovazione e creatività, per cui continueremo a investire e sostenere progetti di inclusione e diversità, a tutti i livelli e in tutte le possibili declinazioni.

Spread inclusion all around the globe

Author: Redazione