di Rose Cartolari

Immagina di essere al lago. Quando un’imbarcazione ti passa accanto lascia dietro a sé una traccia, una scia che, anche se non avessi visto la barca, avresti capito che era passata. Anche gli esseri umani lasciano una traccia, una traccia emotiva.

Numerose ricerche hanno dimostrato come gli umani, spesso inconsciamente, prima assorbano e poi riflettano le emozioni di coloro che sono al loro fianco e quanto queste emozioni ne influenzino stato mentale e relazioni. Tendiamo a percepire questo fenomeno come un “retrogusto” che rimane in bocca, dopo aver interagito con qualcuno. Alcune interazioni lasciano una sensazione di arricchimento, comprensione; altre, invece, possono lasciare un sapore amaro, assieme ad emozioni e sensazioni negative.

Questa relazione è biunivoca: tanto quanto siamo influenzati dalle emozioni di coloro che ci circondano, allo stesso modo le nostre emozioni influenzano gli altri. Alcuni studi hanno constatato che, quando passiamo il tempo con persone positive, siamo più portati ad essere cooperativi, pieni di energie e meno stressati. È vero anche il contrario: quando la negatività permea le nostre relazioni, i nostri livelli di stress, di ansia e la nostra visione generale della vita possono profondamente cambiare in peggio. Indipendentemente dall’età o dalla cultura, tutti noi assorbiamo e emaniamo tracce emotive.

Come leader, risulta fondamentale essere consapevoli e saper gestire l’impatto emotivo che si ha sugli altri. La cultura organizzativa – ovvero i comportamenti quotidiani che compongono l’immagine, l’essenza di un luogo di lavoro – è spesso fortemente influenzata dalla personalità e dalle emozioni delle persone al potere. Alcune creano ambienti stressanti, ansiogeni e logoranti, mentre altri creano ambienti amichevoli, positivi e divertenti. Questo ha un impatto implicito sulla forza e l’efficacia di un team e sulle sue capacità di assumere rischi e generare nuove idee.

Quali sono alcune strategie pratiche che il leader dovrebbe adottare per gestire le proprie tracce emotive?

Investire nel diventare “maestro” di auto-consapevolezza. Con tutte le distrazioni, i cambiamenti e la pressione per conseguire risultati in maniera sempre più veloce ed economica, è facile perdere il senso del proprio stato emotivo, di come stiamo reagendo a ciò che ci accade e l’impatto che questo ha su chi ci circonda. Tendiamo a giudicare gli altri sulla base delle loro azioni (ossia di quello che osserviamo): ma quando siamo noi implicati, tendiamo a prendere in considerazione solo le nostre intenzioni (ovvero ciò che avevamo pianificato nella nostra testa). Raramente ci prendiamo il tempo per guardare le nostre azioni oggettivamente. Per esempio, attraverso molta pratica, ho notato che quando sono presa dall’ansia o dall’urgenza, la mia voce inizia a salire di tono, diventa stridula e inizio a parlare più velocemente. Questo comportamento è interpretato dalle persone intorno a me come “è arrabbiata”. Ora, quando riconosco che la mia voce sta cambiando, so che è il segnale per rallentare e riflettere su cos’è che sto comunicando e sull’impatto che questo ha sulle persone intorno a me.

Quanto più inizierai a comprendere e adeguarti in fretta a questi segnali, tanto più abile diventerai nell’allineare le tue comunicazioni emotive con quello che sei (o vorresti essere) come leader.

Diventa esperto/a nel leggere le persone. Diventare abili nel comprendere velocemente una situazione spesso vuol dire, anche, divenire consapevole dei messaggi deboli o nascosti che vengono comunicati tramite i comportamenti non-verbali. Molti di noi non sono bravi nel riconoscere e identificare tempestivamente i cambiamenti nei nostri stessi sentimenti, in modo da fare qualcosa a riguardo: pertanto, anche riconoscerli negli altri può essere una sfida. Quindi, bisogna essere abili nel cogliere i segnali che indicano quando qualcosa non va e, soprattutto, fidarsi di se stessi. Ad esempio, quando le cose iniziano a sembrarmi difficoltose, io inizio a sentire un senso di malessere alla bocca dello stomaco. Non so spiegare perché, ma so che è il momento di concentrarmi, di prestare attenzione ai messaggi non-verbali presenti per comprendere cosa sta davvero accadendo e il motivo delle mie reazioni. Questo mi permette di modulare le risposte.

Diventa strategico nelle conversazioni: la maggior parte delle tracce negative, provengono da conflitti e incomprensioni. Imparare ad avere conversazioni chiare e aperte con le persone può aiutarti a creare interazioni positive e a minimizzare le negative. Sii chiaro circa i tuoi obiettivi durante una comunicazione: Che obiettivo vuoi raggiungere? Il modo in cui strutturi le comunicazioni ne determina anche la qualità. Che tono hai usato? Per facilitarti, pensa a che tipo di domande potresti fare per andare al cuore della questione. Ascolta il doppio (se non di più) di quanto parli: prova a comprendere che cosa c’è alla fonte del problema chiarendo significati, domandando. Vai a fondo nelle questioni, con domande come “dimmi di più” oppure “aiutami a capire meglio”.

Sviluppa una mentalità di “servizio”: per prima cosa focalizzati sull’aiutare l’altra parte a raggiungere qualunque cosa vogliano dalla conversazione. Solo allora, offriglielo. Più riuscirai ad aiutarli a creare il loro “migliore risultato”, più creerai un ambiente motivante e d’ispirazione attorno a te. La tua scia emotiva è potente. Essa ha il potere di distruggere e destabilizzare.

Ma ha anche il potere di stimolare e dare energia alle persone e, questo, è davvero sotto il tuo controllo.

La versione originale in inglese di questo articolo è stata pubblicata su Forbes.

Spread inclusion all around the globe