AVIVA PARLA IL LINGUAGGIO DELL’INCLUSIONE – Le Aviva Communities, network interni dove discutere di valori e welfare

a cura della Redazione

Il tema del linguaggio ci sta particolarmente a cuore poiché solo attraverso un cambio di parole e termini quotidiani potremo rivoluzionare anche i pensieri e la cultura, puntando a un mondo più inclusivo in ogni sua sfaccettatura.

Partire dalla definizione della parola LINGUAGGIO è il modo più semplice per comprendere appieno il suo significato. Il linguaggio è uno strumento di comunicazione usato da coloro che appartengono alla stessa comunità e, nel senso più ampio del termine, è la capacità e la facoltà, peculiare degli esseri umani, di comunicare pensieri, esprimere sentimenti e in genere di informare altri esseri sul proprio stato d’animo o su quello che accade nella realtà esterna, per mezzo di un sistema di segni vocali o grafici.

Il linguaggio, quindi, è un modo per accomunare, per legare persone che in qualche modo viaggiano sulla stessa “lunghezza d’onda”.

Tutte le realtà con cui ci confrontiamo ogni giorno, d’altronde, sono suddivise in grandi o piccole comunità, spesso accomunate dallo stesso modo di esprimersi. L’umanità è organizzata in Stati, i quali a loro volta sono suddivisi in regioni, città o piccoli paesi. In ognuno di essi ci si confronta attraverso l’utilizzo di lingue o dialetti diversi. Le aziende, piccole o grandi che siano, sono organizzate in divisioni, che a loro volta sono suddivise in team. Anche in questo caso vengono utilizzati linguaggi tecnici differenti in base alla tipologia di lavoro sul quale ci si concentra.

In Aviva, oltre alle normali divisioni di business, esiste un insieme di gruppi che non si differenziano per linguaggio, bensì per i valori che esprimono. Si tratta delle Aviva Communities, ovvero employee networks interni impegnati in iniziative di awareness e supporto alla popolazione aziendale su specifiche tematiche in ambito di Diversity, con lo scopo di sviluppare un ambiente di lavoro inclusivo e paritario nel rispetto della diversità.

La cultura dell’inclusione, peraltro, è un concetto radicato da tempo nel DNA di Aviva anche a livello internazionale. In Italia le communities sono quattro:

Aviva Ability – focalizzata sullo sviluppo di un luogo di lavoro aperto ed inclusivo nei confronti di persone con disabilità visibili o invisibili;

Aviva Pride – la storica community di Aviva impegnata sul fronte dell’inclusione con specifico focus su orientamento sessuale e identità di genere;

Aviva Carers – supporta i colleghi con responsabilità di cura nei confronti di familiari non autosufficienti o fragili, figli in età di sviluppo o famiglie numerose;

Aviva Balance – community costantemente impegnata sull’importante tematica della parità di genere.

Nel corso degli anni le Communities hanno sviluppato progetti ed attività finalizzati a “fare cultura e diffondere conoscenza” rispetto ad alcune tematiche che hanno un impatto non solo sulle persone e sull’Azienda ma anche sulla società in cui viviamo.

Durante i terribili mesi del totale lockdown, poter contare su questo network consolidato di relazioni tra colleghi ha permesso ad Aviva di intraprendere una serie di azioni tangibili che hanno reso il welfare ancora più efficace e concreto, permettendo a tutti non solo di condividere lo stesso linguaggio, ma anche gli stessi valori, quelli dell’inclusione.

Così è nato il fil rouge che ha caratterizzato l’Aviva Inclusion Week, svoltasi lo scorso ottobre: una serie di incontri “virtuali” organizzati per approfondire le tematiche delle principali aree delle Aviva Communities, con l’obiettivo di coinvolgere attivamente i propri dipendenti e proseguire il consolidamento di questa cultura inclusiva che, in azienda, è ritenuta sempre più importante.

“Le disuguaglianze, come per esempio quella di genere, che in Italia sono ancora troppo diffuse, non possono più essere considerate un tema secondario. Esse rappresentano un vero e proprio macigno che il nostro Paese sta affrontando da tempo, grave sia da un punto di vista culturale sia economico, in quanto frena l’attrattività di tutto il sistema economico nazionale” commenta Enrico Gambardella, People Lead di Aviva in Italia; “Per mutare radicalmente direzione, privati e aziende sono chiamati a giocare un ruolo di primo piano, offrendo sistemi di welfare in grado di rispondere alle concrete esigenze dei dipendenti”.

L’evento, completamente virtuale, ha riscosso grande successo: oltre 147 i partecipanti per un totale 5 ore di appuntamenti digitali, con relatori e testimonial esterni e interni ad Aviva: si è parlato di autismo e neuro-diversità, Inclusione LGBT in famiglia tra coming-out e outing, work life balance e gender balance sotto gli effetti della crisi pandemica, caregiving in Italia e in Europa.

Una settimana in cui sono stati i valori a esprimersi con un linguaggio universalmente condiviso. Quattro gli appuntamenti organizzati con successo da Aviva, ognuno dei quali dedicato ad una singola Community:

nella giornata dedicata ad AvivAbility si è svolta la conferenza “Autismo, neuro-diversità e inclusione” in collaborazione con Autismo-è Onlus, per il supporto e l’integrazione delle persone affette da autismo;

in quella di Aviva Pride, “Genitori arcobaleno, l’Inclusione inizia in famiglia” insieme ad Agedo Onlus con riflessioni e testimonianze di genitori nel momento del coming out in famiglia;

in collaborazione con Jointly si è svolta la conferenza “Caregiving: una fotografia dello scenario Europeo ed Italiano” nella giornata dedicata ad Aviva Carers;

infine, durante la giornata dedicata ad Aviva Balance si è svolto il dibattito “Work-Life Balance e gender gap al tempo del Covid” per indagare l’impatto di lockdown, smart working e didattica a distanza sui ruoli in famiglia.

Diffondere la cultura di un linguaggio inclusivo attraverso iniziative concrete, che entrino nella quotidianità delle nostre persone, è la chiave per costruire un futuro basato sul rispetto e sulla capacità di comprendere appieno il valore di ciascuno di noi

Spread inclusion all around the globe

Author: Redazione