MODA – La Tecnologia della Rappresentazione

Rubrica di Angela Bianchi

“I hadn’t met Amy before the first fitting, but just a month before the ceremony. I wanted the dress to fit her perfectly, so I used an app called Nettelo to get Amy’s exact measurements and print a highly personalized dress.” 

Scrive sul suo sito Danit Peleg, incredibile fashion designer 3D, raccontando la storia dietro all’abito creato per l’atleta paralimpica Amy Purdy, in occasione della cerimonia di apertura ai giochi paralimpici di Rio 2016.
La tecnologia che ci veste e ci rappresenta perfettamente sta evolvendo, valorizzandoci per ciò che siamo.

Così come il progetto promosso da Tonus che unisce robotica, salute e le ultime tendenze dell’activewear, al fine di dare sollievo alle giunture e garantire la continuità dell’attività fisica a sportivi ed appassionati di sport outdoor.

Alzi la mano chi, come me, ha guardato su Linkedin (e si è emozionato/a) il corto su Francesca, che indossa jeans Diesel e vive la sua vita in piena libertà. 
Non è difficile immaginare quanto un utilizzo intelligente di tutte queste tecnologie possa portare il mondo della moda e della bellezza ad essere realmente più inclusivo unendo comfort, glam e ascolto del proprio pubblico.


Come ha detto l’amica Alexandra Connell Herold, CEO e Founder di Patti+Ricky durante la nostra ultima instagram live per il Fashion and Luxury Culture Department, che coordino: l’abbigliamento adaptive deve essere fashionable and functional e ciò non è possibile senza la reale comprensione delle esigenze di ogni nostro singolo cliente.
Di conseguenza, anche le esperienze virtuali di ricerca e shopping dovranno essere più diversity-friendly. Pensiamo anche ai consumatori LGBTQ+ (la quarta economia più grande al mondo) o alla Gen Z o a quel 10% che non si identifica con alcun genere. Le scelte di acquisto in fatto di abbigliamento ed accessori sono spesso divise tra uomo e donna, ma esiste un nuovo tipo di consumatore che desidera poter scegliere tra opzioni unisex.

A livello di struttura l’esperienza virtuale dovrà evolvere offrendo una navigazione più agevole, testi più grandi e video con sottotitoli in modo da essere accessibile a clienti sordi, ciechi o dislessici, ad esempio.
In un mercato in continua evoluzione – che dovrà riappropriarsi della capacità di ascolto e affidarsi a sempre più canali di ricerca e raccolta dati – io valorizzerei le App. Come Runway di SAP, che ha debuttato alla  NYFW, settembre 2019, con Badgley Mischka, dando la possibilità a milioni di persone di interagire con il brand, raccogliendo like, love ed opinioni utilizzate poi per apportare eventuali modifiche ai capi proposti in passerella.

O ancora: le realtà che si occupano di bellezza avranno un enorme bagaglio di informazioni da un’app come Skinsugi, lanciata da un gruppo di studenti italiani con l’obiettivo di trasformare in caratteri distintivi le cicatrici – solitamente percepite come difetto o dettaglio da nascondere e eliminare -. Skinsugi è anche una piattaforma di supporto che opera attraverso servizi, storie e persone ispirazionali.

E infine, ci sono quei cancelli, o “cancelletti” sempre aperti sul mondo: gli hashtag. i permettono infatti di individuare challenge o nuove community, come nel caso di The Power Of Plus, creata dal giornalista di moda Gianluca Russo e dedicata a persone plus-size; o #SbChallenge, lanciata dall’ e-commerce inglese di moda sostenibile ed inclusiva di proprietà dell’atleta paralimpica, modella ed imprenditrice Samanta Bullock, con l’obiettivo di smuovere le coscienze dei magazine di moda più influenti e sensibilizzare ad una maggior rappresentazione, in copertina, di modelli inclusivi.
La tecnologia, così come la moda, pervade la nostra quotidianità in un complesso intreccio di cui quasi non ci accorgiamo, ma è proprio grazie a questo intreccio che facciamo le scoperte più belle. Attraverso l’hashtag #disabledfashion sono arrivata a Heloisa Rocha, di ModaEmRodas (Brasile), la quale un giorno ha taggato @angelsgracemodainclusiva ed io ho ho ordinato con soddisfazione, le mie nuove mascherine trasparenti, super-cool e diversity-friendly.

ARTICOLO PUBBLICATO IN DIVERCITY VIII Settembre 2020

Spread inclusion all around the globe

Author: Redazione