IBRAHIM AHMED – Burn What Needs To Be Burned

ARTE – Rubrica di Angelica Gatto – 

Burn What Needs To Be Burned è la prima personale in Italia di Ibrahim Ahmed. Inaugurata negli spazi della galleria romana di Sara Zanin Z2O, la mostra presenta in anteprima un ampio corpus di lavori – tra cui collage, photo collage e sculture assemblate con pezzi di ricambio per automobili – che riassume la ricerca condotta dall’artista negli ultimi due anni. Ahmed, nato a Kuwait City nel 1984, ha trascorso diversi anni negli Stati Uniti, dove ha conseguito un BA in Letteratura Inglese presso la Rutgers University, e attualmente vive e lavora al Cairo. Ard El Lewa, il quartiere periferico e multietnico in cui ha stabilito il suo studio e la sua casa, è l’osservatorio da cui sviluppa un’indagine incentrata sui topoi dell’identità, della memoria, sia individuale che collettiva, e del gender. Le strade polverose del Cairo, le preghiere del muezzin che scandiscono le giornate torride passate a bere caffè turco nei bar lungo la strada, il traffico frenetico tra vecchie Ford e motociclette che trasportano gabbie per polli schivando i pedoni che frettolosamente attraversano la strada sono i ricordi vividi di una città anarchica che vive la quotidiana frustrazione dell’atarassia politica e dell’instabilità cronica. All’interno di questo scenario la ricerca di Ahmed si spinge a ridefinire le linee di confine che caratterizzano la cosiddetta “identità nazionale” a partire da un’osservazione attenta che prende in considerazione la sua duplice identità di artista e migrante. Attraverso un’attitudine fortemente narrativa, Ahmed elabora un’estetica che concilia la pregnanza concettuale dei temi che indaga con una peculiarità visiva che si muove su un terreno di confine tra architettura, iconografia sacra e decostruzione. Nelle installazioni ambientali così come nei lavori recenti, l’artista impiega i media più disparati articolando un discorso di senso che dai tessuti dipinti, assemblati e incollati, passando per le installazioni arriva fino ai collage fotografici. Oltre a diverse mostre personali e collettive, Ahmed ha all’attivo la partecipazione alle Biennali di Dakar e Casablanca (2018). I suoi lavori sono presenti presso la Newark Public Library Special Collection, la Hudson County Community College Foundation Art Collection e il Printmaking Center of New Jersey Collection. Nel 2019 parteciperà alla 13esima Biennale de l’Havana. 

Ibrahim Ahmed The Things I Hope To Bury No. 6, 2018 C-print cm 70 x 50 Courtesy the artist & z2o Sara Zanin Gallery Roma – Phocredits Hesham Mohamed Hassan 

ARTICOLO PUBBLICATO IN DIVERCITY VI, MARZO 2020

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Author: Redazione