Nel mondo della Finanza. Verso la CSR nella finanza tecnologica

Novica Mrdovic-Vianello

L’emergenza sanitaria causata dal Covid-19 ha messo in secondo piano molti aspetti di miglioramento dell’umanità. L’incertezza a livello economico e sociale, che purtroppo continuerà anche dopo il virus, non dovrebbe tuttavia farci perdere il focus su aspetti ritenuti per troppo tempo secondari, come ad esempio la diversità. L’interruzione delle nostre consuetudini lavorative e del nostro tempo libero, invece, dovrebbero portare ripensamenti di azioni routinarie sistematicamente sbagliate. La sfida dell’inclusione è da vincere, senza se e senza ma. 

Per decenni le scienze STEM (Science, Technology, Engineering, and Mathematics) sono state considerate “materie maschili”. Quando mi sono trasferito in Silicon Valley, 20 anni fa, era sorpreso di vedere che le aziende tecnologiche assumevano quasi esclusivamente uomini bianchi, indiani o cinesi. Oggi il numero di donne iscritte a Università tecnico/scientifiche sta progressivamente crescendo. Non ci dobbiamo limitare alla diffusione delle discipline STEM in sé, ma dobbiamo prendere in considerazione anche l’approccio alla vita lavorativa, con tutte le sue pratiche e procedure. Ricordo, per esempio, che negli Stati Uniti, in Giappone e in Cina, tutte le schede tecniche che ci sottoponevano avevano disegni di ingegneri uomini: alle donne era riservato il ruolo di operatrici di assemblaggio. 

Sempre parlando di diversità di genere, resistono ancora tanti pregiudizi. A seguire quelli raccolti in una ricerca di Intralinks

– Post-acquisto, l’andamento del prezzo delle azioni delle aziende con il CEO donne andava peggio

– Lungo termine, l’andamento del prezzo delle azioni delle aziende con il CEO donne andava peggio

– Post-acquisto, l’andamento del prezzo delle azioni delle aziende con almeno 30% di donne nel CdA andava meglio che per le aziende con soli uomini nel Consiglio d’Amministrazione 

– Lungo termine, l’andamento del prezzo delle azioni delle aziende con almeno 30% di donne nel CdA andava meglio che per le aziende con soli uomini nel Consiglio d’Amministrazione

– Performance post-transazione, come crescita delle vendite, redditività e ritorno su beni e patrimonio netto sono nettamente migliori per le aziende con il CEO donna oppure con almeno 30% di femmine nel CdA

Il contrasto tra la performance reale delle aziende con la percezione delle aziende con CEO donna (primi due punti) suggerisce un forte pregiudizio degli investitori del mercato pubblico probabilmente come conseguenza del fatto che gli accordi conclusi dagli acquirenti con CEO donna tendono ad essere più avversi a rischi non necessari. Inoltre, lo studio di HHL Leipzig Graduate School of Management ha esplorato il legame tra diversità e ritorni di fondi alternativi di investimento (private equity e venture capital):

– I tassi di crescita del valore aziendale con team con alta diversità di genere sono pari al 21.1%, mentre quelli dei team con bassa diversità di genere sono al 15.3%

– I tassi di crescita del valore aziendale con team con alta diversità di nazionalità sono pari al 25.8%, mentre quelli dei team con bassa diversità di nazionalità sono al 15.1%

Tuttavia, nel mondo dei fondi di assets alternativi c’è poca diversità e tanti cliché, che tendono a includere anche dinamiche organizzative e relazionali. Noi gestiamo fondi e club deal nell’ambito di private equity e venture capital. Quando sono diventato il general partner del nostro fondo tecnologico, la prima richiesta è stata quella di avere almeno un partner donna (la diversa di nazionalità è stata portata da me). Il fatto che la Presidente della SGR sia una donna (Prof.ssa Giovanna Dossena, donna dinamica e di successo) è stato di grande aiuto. Considerato il pool ristretto ci è voluto un po’ a trovare la partner di cui avevamo bisogno, ma così facendo abbiamo attivato nel nostro team una Tecno inclusione autentica, una visione diversa su un M&A deal e ha portato e continuerà a portare risultati superiori e tangibili, oltre ad adempiere una responsabilità sociale. Investire in un’impresa tecnologica e promuoverne lo sviluppo significa infatti non solo accelerarne la crescita, ma anche rafforzarne le politiche interne I fondi d’investimento devono perseverare sia nel fornire un contributo alla creazione di valore nell’economia reale, sia nella richiesta di inclusione, giocando così un ruolo fondamentale nel processo di trasformazione e di crescita del tessuto economico-finanziario, nella funzione sociale e a sostegno dell’ambiente circostante.

Parlando di finanza della Comunità Europea, bisogna tener conto che è formata da 28 Paesi, 23 lingue, 25 giurisdizioni -per non parlare delle 25 agenzie per la protezione dei consumatori e dei 34 centri finanziari – ognuno con regole e abitudini proprie. Queste differenze non aiutano nella ricerca di un approccio coeso – dobbiamo creare metodicamente strumenti di inclusione lavorativa, sociale, economica, umana e istituzionale. Ognuno di noi deve fare la sua parte e i fondi hanno la volontà e il potere di guidarci in questa direzione.

Spread inclusion all around the globe

Author: Redazione