MUSICA: I COUSTEAU E LE DIVINITA’ SMARRITE

DIVERSOUND – Rubrica di Davide Sapienza

Era l’anno 2000 quando Last Good Day Of The Year, celebre classico immortalato in uno spot pubblicitario, lanciò i Cousteau in Italia e poi nel mondo. Un successo inatteso, come ricordiamo oggi con Davey Ray Moor, fondatore della band britannica e per la quale ai tempi lavoravo come label manager in Italia.

La loro storia sembrava una favola per il nuovo millennio della musica pop, perché invece di essere danneggiata, con le nuove tecnologie digitali e il talento di Davey (autore, produttore, musicista) il brand Cousteau aveva dato vita a una collezione di nuovi classici: «come tanti artisti esclusi dalle fortificazioni del complesso industriale musicale, nel 1999 la nuova tecnologia digitale di alto livello, ma accessibile a tutti, ci permise di realizzare un album che in seguito arrivò anche a vincere un disco d’oro. Grazie a un registratore 16 tracce Roland realizzammo una produzione di alto livello, la BBC ci invitò al noto programma di Jools Holland e la Palm Pictures ci mise sotto contratto per una ripubblicazione internazionale dell’opera». 

Raramente tecnologia digitale e musica, in quel periodo, indicavano la sopravvivenza della comunità artistica: come in ogni altro settore, si tendeva a tagliare personale, dunque anche musicisti esclusi da suoni riprodotti al computer. Moor, grazie alle salde radici nella tradizione autoriale della canzone internazionale e all’amore per la musica e tutto ciò che essa ha rappresentato per la generazione nata nei sixties, fece di più. Dopo aver prodotto Dove Sei Tu di Cristina Donà in studio a Milano, nel 2003 la invitò in Inghilterra nel suo studio digitale casalingo del Wiltshire, dove si era trasferito da Londra.

L’idea era ancora quella: aiutare i musicisti a utilizzare creativamente la tecnologia, restando però umanamente connessi, evitando così finzioni senz’anima a favore della magia che caratterizza l’interazione creativa. Iniziò così l’avventura da docente per l’università di Bath, alla quale «fu naturale dedicarmi durante un passaggio storico cruciale: occorreva far capire ai giovani il cambiamento in corso nella scrittura e nella produzione delle canzoni e dare agli aspiranti musicisti competenze per diventare autonomi, dinamici, artisti in grado di adattarsi ai cambiamenti senza perdere la propria identità creativa».


Dopo lunghe vicissitudini e lo scioglimento della band, Moor e il cantante Liam Mackay arrivano oggi al secondo album con il nuovo nome di Cousteaux, nuovo marchio rinato nel 2016: Stray Gods (in inglese brillante calembour tra “cani” e “divinità” randagi) è una collezione di canzoni che celebra la divinità della musica d’autore, dalle radici profonde e nutrienti, ma con lo sguardo che si estende verso orizzonti nuovi. Il dottor Moor, ora in cattedra universitaria nel Devonshire, ha registrato restando a casa, con Liam nella nativa Australia e gli altri componenti della band tra Italia (Lorenzo Corti, Marco Ferrara, Massimo Lorenzon) e Portogallo (Diana Martinez), dando alle canzoni una vibrazione live, pur avendo tutti suonato da location differenti, durante i mesi del lockdown. 


Stray Dogs verrà pubblicato a “blocchi” di canzoni a partire dall’autunno 2020, bypassando i tirannici colossi digitali che ai musicisti riconoscono royalties scandalosamente esigue. Moor ha fatto tutto il viaggio e sa come proseguire: «Cousteau fu una delle ultime band a firmare un contratto da un milione di sterline: poi cambiò tutto rapidamente e nonostante il successo decisi di lavorare per l’indipendenza artistica, utilizzando la tecnologia digitale come via di liberazione e condivisione. Ora vogliamo uscire con Patreon, piattaforma che ci dà la possibilità di lavorare in modo sostenibile e che offre agli appassionati un modo di vedere concerti, incontrare i musicisti, scoprire le loro canzoni, essere coinvolti nell’intero processo creativo che fa arrivare la tua musica al mondo».

La tecnologia, preservando la scintilla creativa, può anche essere questa. 

ARTICOLO PUBBLICATO IN DIVERCITY VIII Settembre 2020

Spread inclusion all around the globe