LIBRI: L’ARTE DELLE LETTERE – 125 corrispondenze indimenticabili

Rubrica di Silvia Rota Sperti

Bistrattate, dimenticate, considerate alla stregua di reperti storici come auto d’epoca o vinili: parlare di lettere al tempo dei social network significa disquisire di oggetti démodé, destinati inesorabilmente all’estinzione. Mi riferisco alle lettere vecchio stile, quelle scritte con carta e penna, di cui non molto tempo fa è uscita una raccolta per Feltrinelli che ha riscosso un sorprendente successo editoriale. Lettere memorabili di personaggi più o meno celebri, che hanno fatto la storia e sanno tuttora parlare al cuore delle persone.

L’Arte delle lettere raccoglie, oltre a grandi lettere d’amore, di addio, di conforto e di rancore, anche i carteggi singolari di uomini che hanno dedicato la vita all’innovazione tecnico-scientifica e che qui riflettono sul valore delle loro scoperte ponendosi domande essenziali, di quelle che potremmo porci noi stessi, quotidianamente. Una di queste è «Perché esplorare lo spazio?» in cui il direttore scientifico del Marshall Space Flight Center della NASA risponde alla domanda – candida e cruciale – di una suora: Perché investire denaro pubblico nei programmi spaziali, quando sulla terra ci sono tanti bambini che muoiono di fame?
Niente di più semplice, e di più problematico al tempo stesso. 

La risposta tocca la questione fondamentale dei limiti e del valore del progresso come strumento per migliorare la nostra vita su questo pianeta. 
La scelta di destinare soldi all’esplorazione spaziale anziché donarli tutti e subito per sfamare i bisognosi comporta un importante salto di prospettiva. Nella storia dell’uomo, ci dice lo scienziato, le difficoltà maggiori sono state superate guardando alle cose in grande, puntando sull’innovazione, anche a rischio di fare scelte impopolari. Come per la lotta alla peste, che più che di massicci aiuti alle popolazioni, ha beneficiato delle ricerche rese possibili dall’invenzione del microscopio, così la ricerca spaziale può portare benefici più ampi e a primo acchito inaspettati. 

Il monitoraggio satellitare aiuta a migliorare la produzione di cibo attraverso sistemi di previsione meteorologica, di stima della fertilità dei terreni, di pianificazione dei raccolti. Non solo: il programma spaziale ha un impatto positivo anche sulla distribuzione del cibo, migliorando le relazioni tra Stati coinvolti nell’esplorazione di altri mondi. In terzo luogo, l’altissima precisione e affidabilità richieste alle componenti spaziali sono un grande stimolo allo sviluppo tecnologico e all’innovazione anche in altri campi, dall’agricoltura alle comunicazioni, dagli strumenti medici ai trasporti. Quindi: il viaggio verso Marte non sarà una fonte diretta di cibo per gli affamati, ma le nuove conoscenze tecniche e scientifiche porteranno all’umanità benefici anche maggiori. 

Spesso siamo portati a pensare che la migliore soluzione a un problema sia quella più semplice e immediata. Ma esistono frontiere più distanti e complesse, ed è lì che si situa il progresso, la ricerca, la vera grandezza dell’umanità. E’ lì che lo sforzo comune può farsi strumento di inclusione.
Nella lettera è riportato l’esempio della tragedia sfiorata dall’Apollo 13 cinquant’anni anni fa. Al momento cruciale del rientro degli astronauti, l’Unione Sovietica interruppe tutte le trasmissioni radio per evitare interferenze e schierò navi nel Pacifico e nell’Atlantico nel caso in cui fosse stato necessario un salvataggio di emergenza. Un gesto di solidarietà che anche gli americani non avrebbero esitato a compiere per una missione russa. 

L’esplorazione spaziale, come tanti altri “viaggi” scientifici verso l’ignoto, porta l’umanità a superare se stessa e le rivalità tra nazioni. È il suo valore più alto. 
E questo scienziato della NASA, quest’uomo tutto di un pezzo, ce lo ricorda tra le righe, con umiltà, quasi prendendoci per mano. Attraverso una lettera, ovvero il mezzo espressivo con cui da millenni l’umanità si mostra più realmente, più visceralmente umana.

ARTICOLO PUBBLICATO IN DIVERCITY VIII Settembre 2020

Spread inclusion all around the globe