COACHING PER L’INCLUSIONE

UNLIMITED NEWS – Rubrica di Claudio Guffanti

Quando un’azienda implementa strategie di diversità e inclusione, spesso sviluppa programmi di formazione oppure progetti in cui coinvolgere attivamente la popolazione aziendale. Più raramente ricorre a percorsi di coaching; eppure il coaching è incredibilmente potente per promuovere in azienda una cultura inclusiva.

Iniziamo definendo con chiarezza di cosa si tratta. Il coaching è uno strumento di crescita personale che lega un professionista, il coach, ad un cliente, il coachee. E’ un allenamento costante a prendere decisioni in modo efficace: permette di ampliare la visione delle persone su se stesse e sul mondo che le circonda attraverso uno spazio sicuro. All’interno della relazione i coachee dispongono di un campo di possibilità illimitate, insieme alla volontà di essere aperti e più vulnerabili, così da poter esprimere pienamente il proprio sé.

Ecco che il coaching si rivela un grande alleato per favorire l’inclusione in azienda attraverso la lotta ai pregiudizi inconsci. Gli sforzi tradizionali per combattere i biases sono stati orientati sempre dall’esterno (“outside in”): abbiamo trascorso decenni a dire alle persone cosa dovevano pensare o fare in relazione all’inclusività. Ma usando i principi del coaching professionale possiamo andare al di sotto degli strati superficiali del coinvolgimento spostando l’attenzione dal dire e persuadere al porre le domande giuste e ascoltare (“inside out”). 
Alcuni membri della maggioranza – solitamente si tratta di uomini, bianchi, abili, eterosessuali, ecc. – per decenni hanno goduto di privilegi e per questo faticano maggiormente ad accettare che tra i propri colleghi di grado pari – se non addirittura superiore – ci siano donne, persone di colore o appartenenti ad altri gruppi sottorappresentati: questa difficoltà esprime la paura che l’avanzamento dell’inclusione in azienda implichi la perdita di parte del proprio potere. In altre parole, per coloro che sono abituati al privilegio, l’uguaglianza può rappresentare un’oppressione. Ecco che la creazione di un ambiente privo di giudizi, come avviene nella relazione di coaching, incoraggia i leader del gruppo di maggioranza a esplorare il proprio ruolo nella costruzione del potere. Il coaching per l’inclusione, come evidenzia La’Wana Harris, aiuta quindi a superare i pregiudizi attraverso 3 step: 

1. UNCONSCIOUS BIASES – Quali sono le convinzioni che inconsapevolmente discriminano gruppi diversi? Identifichiamole, facciamole emergere e affrontiamole. 

2. CONSCIOUS CHOICE – Quali scelte facciamo ogni giorno per creare e sostenere una cultura del lavoro accogliente e inclusiva? Invece che focalizzarci sul riconoscimento di tutti i nostri biases, cosa pressoché infattibile, scegliamo consapevolmente di superare quelli che siamo in grado di riconoscere.

3. COURAGEOUS ACTION – Come possiamo sfidare e mettere in evidenza i pregiudizi in modo rispettoso? Occorre fare challenge allo status quo per cambiare l’ambiente di lavoro: l’inclusione è responsabilità di ciascuno di noi.

Il coaching è quindi un processo di apprendimento continuo che invita coraggiosamente alla profonda consapevolezza di sé e alla valutazione di pregiudizi, stereotipi e punti di vista degli altri, nonché alla crescente consapevolezza di contesti, culture ed esperienze vissute da altri diversi da noi.

Ma il coach stesso potrebbe essere vittima di pregiudizi: ad esempio, il “confirmation bias” si manifesta nella relazione coach-cliente quando il coach investe del tempo nel tentativo di confermare una propria ipotesi iniziale sulla situazione del cliente, anziché ascoltare in profondità e comprendere appieno il punto di vista del coachee. Per questo ai coach si richiede un lavoro individuale per diventare consapevoli dei propri punti ciechi con il duplice obiettivo di mantenere un ambiente neutrale e privo di giudizio nella relazione di coaching e di non limitare le opportunità al coachee facendo challenge ai suoi biases.

ARTICOLO PUBBLICATO IN DIVERCITY VIII Settembre 2020

Spread inclusion all around the globe