SMART LIFE – Un percorso di cambiamento e di inclusione

A cura della Redazione

Tre mesi. 
Tre mesi che hanno cambiato il mondo, le nostre vite, i nostri equilibri. In positivo e in negativo. 
Chi, durante il lockdown, si aspettava una nuova normalità votata a sostenibilità e armonia universale forse è rimasto deluso, ma il dato di fatto è che – a causa della pandemia – qualcosa è cambiato in modo profondo e radicale. 


Viviamo una crisi economica di proporzioni mondiali, ma allo stesso tempo abbiamo subito un’accelerazione repentina nel modo di lavorare, di gestire i tempi, di sfruttare le tecnologie per far fronte a una minaccia globale e preservare le nostre attività e la vita stessa. 
Abbiamo messo in pratica la più antica e preziosa risorsa dell’Uomo: ci siamo adattati al cambiamento. 

 
In Sanofi stiamo operando da tempo per una nuova cultura che sia capace di trarre energia dalla diversità, di valorizzare la forza dell’inclusione, di crescere attraverso la ricchezza che solo una comunità diversificata può garantire, per lo sviluppo di idee innovative e di successo.
E allo stesso tempo stiamo promuovendo, da diversi anni, un nuovo modo di gestire l’equilibrio tra vita personale e professionale, tra esigenze lavorative e familiari, attraverso lo smart working e la possibilità di una vita più flessibile e umana.
 
Persone, tecnologia e resilienza

«Fin dalle prime ore dell’emergenza, in Sanofi abbiamo costituito un comitato di crisi» ricorda Laura Bruno, Direttrice HR di Sanofi Italia. «Le priorità che ci siamo date sono state sia garantire la sicurezza dei collaboratori, sia assicurare la continuità terapeutica ai pazienti attraverso la produzione dei nostri farmaci. 
Se siamo riusciti a fare tutto questo, il merito va al grande spirito di collaborazione, serietà e integrità di tutti, ma anche al supporto del digitale e alle dotazioni tecnologiche».

In Sanofi lo smart working è una realtà dal 2014, ma oggi, grazie a un accordo sindacale, Sanofi ha esteso il lavoro agile a cinque giorni alla settimana e ha portato a casa di ogni collaboratore una postazione, mantenendo alta l’attenzione alla sicurezza, al benessere e all’equilibrio personale/professionale. 600 collaboratori delle sedi Sanofi potranno contare, anche dopo l’emergenza, su dotazioni informatiche, postazioni ergonomiche e connessione veloce a casa propria, anche grazie agli specifici contributi messi a disposizione dall’azienda.

«Abbiamo raccolto molto di quello che avevamo seminato dal punto di vista della gestione delle persone e della cultura del lavoro» continua Laura Bruno, «avendo già alle spalle sei anni di esperienza di smart working. Come ulteriore supporto, in questa difficile situazione abbiamo predisposto con una psicologa e coach una serie di incontri formativi online sulla resilienza e la gestione degli equilibri familiari, un ciclo di incontri virtuali su worklife balance e gestione del tempo che proseguirà nei prossimi mesi, un campus a distanza per i figli dei dipendenti e persino un corso di ginnastica online». 

Uno tsunami nel business 


Tutte le funzioni di business di Sanofi hanno subito un forte impatto a causa dell’emergenza, perché il lockdown ha impedito improvvisamente alle persone di intrattenere relazioni professionali vis a vis con medici, specialisti e stakeholder, così come farmacisti e interlocutori sanitari e istituzionali. 
Tuttavia, sono state subito intraprese misure correttive per garantire, laddove possibile, il proseguimento di tutte le attività, grazie all’uso del digitale. 
«In tre mesi sono successe cose che normalmente accadono in dieci anni», ha commentato Gianluca Ferri, Country Head of Business Operations & Support di Sanofi. 

«La tradizionale relazione fra informatore scientifico e medico, che fino a un anno prima rappresentava il 90% delle interazioni, è crollata al 4% a maggio 2020. Abbiamo dovuto adattarci rapidamente alla nuova realtà, prima di tutto avvalendoci delle tecnologie, sostituendo le visite con telefonate, incontri virtuali, invio di newsletter. 
E poi sfruttando risorse digitali che fino a un mese prima erano ancora in fase di progettazione e all’improvviso sono diventate essenziali e urgenti. In futuro è probabile che si dovrà adottare un modello “ibrido” di relazione, in cui contatto dal vivo e virtuale saranno alternati e bilanciati, per “personalizzare” il più possibile l’approccio e fare in modo che le informazioni siano il più possibile diversificate in base alle esigenze dell’interlocutore».


Lontani, eppure vicini

Durante il periodo di emergenza sono state innumerevoli le occasioni di mettere alla prova la capacità di cambiamento e adattamento delle persone e dei sistemi Sanofi, di inventare nuovi modi per essere vicini ai pazienti così come agli operatori sanitari. 
Se, da un lato, il contatto remoto con medici e farmacisti è diventato preponderante fino alla fine del lockdown, dall’altro sono stati ristrutturati in pochi giorni team e sistemi, ad esempio il customer service farmacie, che in piena emergenza è stato costretto a rispondere a un numero di richieste incrementato da 500 (al mese) a 1000 (al giorno). 
La divisione Consumer Healthcare ha sviluppato un programma di training e formazione per aiutare i farmacisti, che nell’emergenza si sono trovati in prima linea nella gestione dei punti vendita, senza informazioni chiare su come garantire la sicurezza di clienti e dei propri collaboratori. 
Sono state identificate le loro principali esigenze in modo da fornire, tramite strumenti digitali, i materiali di cui avevano più bisogno. 
Inoltre, sulla piattaforma digitale Uwell che integra servizi, applicazioni e contenuti editoriali su salute e benessere per i cittadini, è stato reso disponibile gratuitamente per un mese il servizio di videoconsulto in collaborazione con Pazienti.it
Un supporto concreto in più per le persone che avevano bisogno di un consulto rapido,dovendo restare a casa.
Non si sono fermate nemmeno le iniziative Sanofi dedicate alla salute, all’informazione e alla prevenzione rivolte a pazienti e i cittadini. 
Così sono nate le dirette di Ricomincio da te, un format online per raccontare storie di persone con diabete, condividere e confrontarsi grazie all’autorevole punto di vista di una diabetologa e di una psicologa. 
E ancora, le dirette di Life, progetto di Sanofi Pasteur, la divisione vaccini del Gruppo in collaborazione con Startupitalia per raccontare la salute che verrà. 


Senza dimenticare le numerose iniziative nella nostra area specialistica, come l’evento Connessi e vicini dedicato alla gestione della sclerosi multipla durante questo periodo così difficile, OmWork, un corso di Yoga online, e SHOPE, che sfrutta una piattaforma di e-commerce per vendere simbolicamente le storie degli operatori sanitari che per primi hanno affrontato l’emergenza in Italia, raccogliendo fondi per associazioni del territorio. 

ARTICOLO PUBBLICATO IN DIVERCITY VIII Settembre 2020

Spread inclusion all around the globe