MOLTO PIU’ CHE SMART WORKING E LAVORO IN REMOTO

A cura della Redazione

“In qualità di Presidente e Amministratore Delegato di Dow Italia, nutro profondo orgoglio per tutti i miei colleghi, sia coloro che hanno lavorato sul campo, sia quelli in smart working. La loro disciplina e l’incessante motivazione a trovare modi innovativi per restare connessi ci hanno consentito di mantenere uno straordinario spirito di team e di rafforzare l’empatia nei confronti dei clienti, che si trovavano in circostanze simili. Noi e loro, insieme, torniamo ai luoghi di lavoro per vivere più forti la “nuova normalità”. Insieme per un futuro migliore. Seek Together!”

Fabio Giambelli

23 gennaio 2020: la Cina impone un lockdown a Wuhan e nella provincia di Hubei. I primi uffici Dow chiudono in Asia. 
Gli impianti produttivi continuano a essere operativi rafforzando le misure di sicurezza. 
Il 60% dei dipendenti Dow inizia a lavorare in remoto.


21 febbraio 2020: l’Italia è il primo Paese dell’area EMEAI (Europe, Middle East, Africa, India) ad annunciare un lockdown. 
Dow Italia avvia immediatamente un team per la gestione della crisi e incentiva lo smart working, laddove la mansione individuale lo consente, quale misura per tutelare la salute dei dipendenti e ridurre il rischio di contagio. 


I quattro siti produttivi Dow, situati in Lombardia ed Emilia-Romagna, hanno continuato a operare in modo sicuro ed efficiente con presenza di personale, in quanto la produzione chimica è ritenuta attività essenziale da parte del Governo. 


Circa il 60% dei dipendenti in Italia lavora da casa. 
Nel corso delle settimane successive, l’intera popolazione mondiale adotta lo stesso approccio. Dow è in lockdown globale. Le attività essenziali proseguono e i dipendenti passano al lavoro da casa. Dow continua a essere operativa. 


Dal punto di vista dei sistemi IT il lavoro in remoto era già possibile a livello globale grazie all’uso di PC portatili per i dipendenti che non lavorano in laboratorio o non necessitano di attrezzature speciali. 
Tutti coloro che già potevano lavorare in remoto hanno iniziato a operare secondo tale modalità, mentre i dipendenti attivi presso gli impianti hanno proseguito nelle loro mansioni adottando misure più rigide in materia di salute e sicurezza, in accordo con le linee guida. La resilienza del Team Dow si è presto tradotta nell’hashtag #DowStrong. Le pagine web Dow interne ed esterne e i canali corporate dei social media hanno iniziato a popolarsi di storie e immagini.


È stato creato un sito intranet dedicato al COVID-19 al fine di fornire una piattaforma centralizzata per l’accesso a informazioni ufficiali sulla pandemia e a risorse sulle misure di prevenzione dall’infezione, migliori pratiche e programmi di assistenza per i dipendenti.Si sono attivati anche i dieci Employee Resource Group – i network interni D&I – con l’intento di fornire supporto ai propri membri e a tutti i colleghi Dow. Tali network, passati in modalità virtuale, sono divenuti mezzo di coesione tra dipendenti. Un’attenzione speciale è stata rivolta alla salute mentale, dato il rischio di isolamento, depressione e maggiore livello di stress, ed è stata fornita maggiore visibilità ai Programmi di Assistenza per i dipendenti, già esistenti in azienda. 
Inoltre, coloro i quali necessitavano di supporto per gestire bambini, anziani o disabili hanno potuto contare su una maggior flessibilità e si è provveduto a condividere le migliori pratiche di bilanciamento lavoro/famiglia.


Durante le riunioni virtuali sono state attivate videocamere integrate nei PC, al fine di ritrovare quel senso di comunità che era andato perso senza i meeting dal vivo. Bambini, genitori e parenti hanno iniziato a fare la loro comparsa durante le videoconferenze, in cui tutti si sentivano “ospiti” presso la casa di un collega.
Ovviamente, non sempre la situazione è stata facile o agevole. 
In alcuni casi, i bambini richiedevano la totale attenzione dei genitori o aiuto con la didattica a distanza. 
In altri, genitori e parenti hanno condiviso lo stesso spazio per esigenze specifiche, creando rumori di sottofondo difficili da celare. Il proprio benessere fisico e mentale è stato messo a dura prova ogni singolo giorno. 
Tuttavia, per la maggior parte dei dipendenti, la condivisione è stata un’opportunità per comprendere ciò che abbiamo in comune e che ci unisce: stiamo tutti affrontando la stessa tempesta. 

I dipendenti impegnati in prima linea sono stati elogiati dai vertici della società, mentre i colleghi in remoto hanno inviato svariati messaggi di ringraziamento. Alcuni impianti Dow nel mondo sono stati convertiti per produrre igienizzanti per le mani da donare agli ospedali locali o a enti governativi. Abbiamo riscoperto Dow come una grande famiglia. Dichiarato spesso in passato, ora tale concetto si è dimostrato una realtà. 


Abbiamo imparato qualcosa da questa situazione? Dovremmo porci questa domanda tutti i giorni a livello individuale e continuare a porcela una volta terminata l’emergenza.
Solo così i valori che ci hanno guidato in passato continueranno a mostrarci il giusto cammino in futuro. Il lockdown da COVID-19 e lo smart working da esso derivante ci hanno consentito di comprendere che l’ambizione di Dow – diventare la società specializzata nella scienza dei materiali più innovativa, incentrata sul cliente, inclusiva e sostenibile al mondo – non è solo un principio guida ma una realtà. 
E non possiamo fermarci qui. Dobbiamo continuare a osservare gli scenari che si profilano con occhi curiosi di riconoscere differenze, sfide e opportunità. Dobbiamo confidare nelle persone e nell’organizzazione quale ecosistema in grado di trovare risposte, risorse e forza per superare le “tempeste”.

ARTICOLO PUBBLICATO IN DIVERCITY VIII Settembre 2020

Spread inclusion all around the globe