INCLUSIVI SI CRESCE – Gruppo Hera guarda al futuro investendo sui lavoratori e sulla cultura aziendale

A cura della Redazione

Si chiamano WEP, Women’s Empowerment Principles, i principi di empowerment femminile istituiti dal Global Compact delle Nazioni Unite che dovrebbero guidare le imprese nel promuovere l’uguaglianza di genere e l’emancipazione delle donne sul posto di lavoro, sul mercato e nella comunità. 

Tra le 2.000 aziende che, in tutto il mondo, hanno sottoscritto l’impegno a promuovere i Women’s Empowerment Principles, che recepiscono anche le norme internazionali in materia di lavoro e diritti umani, dal 2017 c’è il Gruppo Hera, impegnato da tempo per integrare trasversalmente nel proprio business sostenibilità, diversità e inclusione recependo questi stessi principi nel cuore della cultura aziendale. Un obiettivo che si è concretizzato anche in attività – rivolte verso l’interno e l’esterno dell’azienda – e iniziative di formazione per favorire l’applicazione di questi valori nella quotidianità lavorativa. 

Da sempre il Gruppo Hera ha investito nel valore delle persone, ottenendo riconoscimenti esterni che hanno portato al conseguimento della certificazione Top Employers sui processi delle risorse umane fin dal 2009, e che nel 2020 ha visto il conseguimento del primo posto assoluto in Italia.

La visione pionieristica della multiutility in questo ambito si è coniugata anche nella sottoscrizione, già nel 2009, della Carta per le pari opportunità e l’uguaglianza sul lavoro. Inoltre, già nel 2011 è stata introdotta la figura del Diversity Manager, con l’obiettivo di favorire ulteriormente i processi di sviluppo delle politiche di inclusione e di valorizzazione delle diversità. Questa figura è affiancata da un gruppo di lavoro, composto da dipendenti delle varie aziende del Gruppo, eterogeneo per età, genere, posizione ricoperta, professione e formazione che lavora a rete su progetti, attività e iniziative.

Al fine di sensibilizzare i dipendenti, Hera ha pensato di puntare sulla sensibilizzazione con iniziative mirate: tra queste vale la pena ricordare “Chi è più diverso? Lavoriamoci insieme”, un evento riguardante tutte le tipologie di diversità, temporanee o permanenti, che ha visto il coinvolgimento dell’economista e professore Stefano Zamagni. Inoltre la multiutility, che si avvale da sempre di strumenti innovativi, con Diversity@Work ha applicato tecniche di gamification per fornire a tutti i dipendenti uno strumento semplice e intuitivo per riflettere su situazioni quotidiane e far emergere eventuali dinamiche discriminatorie implicite, favorendo l’adozione di comportamenti inclusivi. 

Queste iniziative si affiancano agli impegni sottoscritti dalla multiutility a livello istituzionale: nel 2019, ad esempio, Hera ha firmato il “Patto Utilitalia – La Diversità fa la Differenza”, un programma di impegni concreti per favorire l’inclusione nelle attività aziendali. L’accordo, promosso dalla federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche presso le proprie associate ed elaborato col supporto dell’Università Bicocca di Milano e CERVED, sostiene politiche inclusive a tutti i livelli delle organizzazioni; misure di conciliazione dei tempi vita-lavoro; gestione del merito trasparente e neutra rispetto alle diversità di genere, età, cultura; adozione di sistemi di monitoraggio dei progressi conseguiti e politiche di sensibilizzazione interne ed esterne.

Del resto, è ormai noto a livello internazionale come le aziende che adottano una politica orientata alla Diversity & Inclusion (D&I) possano ottenere benefici sia dal punto di vista economico sia sociale, in termini di sostenibilità e benessere: secondo un campione raccolto da McKinsey e utilizzato per lo studio “Delivering through diversity”, le aziende con maggiore propensione alla diversity a livello globale hanno il 21% di possibilità in più di sovraperformare in termini di redditività. La percentuale sale al 33% se è presente anche una maggiore diversificazione etnica e culturale. 

Tutto questo è testimoniato anche dalle classifiche e dagli studi, sempre più numerosi, che si occupano di mappare la portata di questa transizione sulle aziende maggiormente performanti e con practice competitive. Refinitiv (ex Thomson Reuters) e Bloomberg, ad esempio, hanno strutturato indici molto puntuali che analizzano le aziende dal punto di vista della performance D&I. Queste realtà hanno riconosciuto al Gruppo Hera una presenza rilevante e un continuo miglioramento in questo campo. Prima multiutility al mondo, terza assoluta nella classifica italiana e quattordicesima azienda in quella globale su un totale di 7000 società quotate analizzate: è il posizionamento ottenuto nel 2019 da Hera nel “Diversity & Inclusion Index” di Refinitiv, mentre quest’anno è stata inclusa per la prima volta nel “Bloomberg Gender-Equality Index”, che prende in esame le aziende quotate di 42 Paesi del mondo, impegnate per la promozione e creazione di luoghi di lavoro equi ed inclusivi, grazie allo sviluppo di politiche e progetti dedicati.

Non è finita qui: la Fondazione Utilitatis, in un’analisi di confronto tra le principali utility italiane sulla percentuale di donne dirigenti, ha posizionato il Gruppo Hera al primo posto. L’incidenza del personale femminile tra i lavoratori a tempo indeterminato, infatti, è del 26,6% nel 2019 a fronte di una media nazionale nel settore energetico-idrico-ambientale di circa il 16%. Tra i quadri e dirigenti, l’incidenza sul totale si attesta al 29,9% e migliora rispetto al dato del 2018. Considerando tutte le qualifiche contrattuali che prevedono un ruolo manageriale (dirigenti, quadri e impiegati direttivi) la percentuale femminile è del 32,8%, anch’essa in aumento. 

Importante, l’impegno per il benessere individuale ma anche familiare dei lavoratori. In un’unica parola Hextra, il piano integrato di welfare aziendale della multiutility a cui nel 2019 hanno aderito 8.851 lavoratori, pari al 98,8% del totale, con un investimento da parte dell’azienda di oltre 4,5 milioni di euro. Con Hextra a ciascun dipendente viene assegnata una quota welfare flessibile che può essere destinata a diverse aree, dalla salute all’istruzione dei figli, passando per i servizi alla persona e al sostegno al reddito. 

Numerose le iniziative messe in campo a favore dei dipendenti anche durante l’emergenza sanitaria che quest’anno ha colpito il Paese: dalla polizza assicurativa integrativa all’estensione del lavoro da remoto, fino al potenziamento della formazione a distanza, solo per citarne alcune. Così la storica attenzione alle risorse umane e le collaudate politiche in ambito diversity hanno consentito al Gruppo Hera di rispondere tempestivamente a questa sfida con efficacia e grande resilienza, riuscendo a garantire la continuità dei servizi e tutelando al contempo tutti i propri stakeholder. 

ARTICOLO PUBBLICATO IN DIVERCITY VIII Settembre 2020

Spread inclusion all around the globe