A cura della Redazione

Quando la (neuro)diversità crea valore.

L’autismo non è un errore di sistema, è un altro sistema operativo. Questo il leitmotiv di auticon, società di consulenza che si occupa a livello internazionale di servizi IT. Auticon è la prima azienda ad impiegare esclusivamente persone nello spettro dell’autismo come consulenti informatici. A poco più di un anno dall’apertura in Italia, auticon ha già sviluppato numerose collaborazioni con grandi aziende italiane e multinazionali, diventando protagonista di collaborazioni innovative di successo nel campo dell’inclusione della diversità cognitiva. La società, che ha sede a Milano e una filiale a Bologna, fa dell’inclusione la propria ragion d’essere e, attraverso il “modello auticon”, è in grado di seguire tutti i passaggi di inserimento e di adattamento ai luoghi di lavoro dei propri consulenti autistici, favorendone l’interazione ottimale con i nuovi colleghi.

Per Alberto Balestrazzi, CEO di auticon Italia, “La nostra missione sociale è aprire un varco nelle aziende per dimostrare quanto valgano economicamente le persone nello spettro autistico, perché -indiscutibilmente- sono più bravi nello svolgere certe attività (p.e. testing, migrazione del software, analisi dei dati, ecc.). Non potremo certo risolvere, da soli, il problema della disoccupazione delle persone autistiche, ma aprire le porte delle aziende, inserire queste persone e far capire quanto siano capaci è un bel passo avanti verso il cambiamento culturale necessario alla reale inclusione lavorativa della diversità”.

L’esperimento, se così vogliamo chiamarlo, sta riuscendo alla perfezione: sia i consulenti auticon che i clienti hanno espresso giudizi positivi ed incoraggianti.

Carlo, 30 anni, consulente auticon, attualmente impiegato in un progetto di testing presso Poste Italiane, conferma l’esperienza positiva affermando: “In questi primi sei mesi non ho mai avuto la sensazione di lavorare per auticon ma di lavorare insieme ad auticon. Lo stesso clima di collaborazione l’ho ritrovato anche in Poste Italiane. L’atteggiamento generale non è «Voglio questo, fallo» ma «Ho bisogno di questo, come possiamo farlo?».  

Anche per Gianantonio, ingegnere di 41 anni anche lui nel team di Poste Italiane, il lavoro con auticon è di grande soddisfazione: “La mia esperienza è eccezionale. È partita in sordina, a causa delle mie aspettative che cozzavano con la realtà, ma via via le nubi si sono diradate e ora sono davvero soddisfatto di essermi giocato questa carta. Finalmente ho un lavoro che mi piace e in cui posso convogliare le mie doti”. 

Ad Andrea, informatico di 25 anni, il lavoro in auticon ha permesso di confrontarsi con colleghi e job coach, che lo sostengono: “In auticon mi sento incentivato a lavorare con il mio ritmo e sostenuto nei momenti difficili, grazie alla disponibilità dei colleghi e al sostegno dei job coach. Ho un ottimo rapporto con gli altri, ogni settimana organizziamo una riunione in cui ci confrontiamo sugli avanzamenti dei lavori e posso contare su di loro per risolvere eventuali miei dubbi o difficoltà”.

Per Gianluigi Reni, responsabile dell’Area di Ricerca Tecnologie Applicate dell’IRCCS E. Medea, è difficile reclutare persone con capacità adeguate, specie nel campo dell’informatica. Così, la scoperta di un’azienda che impiega solo persone con elevate capacità tecniche come auticon, lo ha subito colpito e coinvolto in un progetto. L’avvio dell’interazione con il consulente auticon è stato preceduto da un breve coaching, utile a comprendere come gestire la relazione con persone nello spettro autistico.

“Il lavoro di sviluppo informatico – afferma Reni – è poi partito subito con il piede giusto, i primi risultati sono arrivati molto rapidamente dimostrando la competenza e l’efficacia lavorativa del consulente”. “Lavorare con auticon – prosegue Reni – è avere l’opportunità di avvalersi di consulenti specializzati ed è un asset importante per il lavoro che facciamo. Incontrare persone preparate che vengono spesso emarginate dal mondo del lavoro a causa di una diversità che le caratterizza è motivo in più per reclutarle come collaboratori”.

Anche da Poste Italiane si esprime la più completa soddisfazione: 
Poste Italiane è una azienda che si può definire ‘specchio del Paese’, e come tale vuole e deve essere attenta alla cultura dell’inclusione e al valore della diversità. ‘Diversità e inclusione’ è uno degli otto pilastri della sostenibilità del Gruppo Poste Italiane individuati nel piano ESG. Oltre a conformarsi ai principi e alle linee guida internazionali, il Gruppo Poste Italiane si è impegnato ad assumere sempre maggiori responsabilità nella salvaguardia dei diritti umani, sia nell’interesse delle persone che collaborano con la società sia di quelle che fanno parte della comunità in cui opera. A febbraio 2020 il consiglio di amministrazione di Poste Italiane ha anche varato una policy ‘diversity and inclusion’ a sostegno del valore della diversità e della cultura inclusiva in azienda. Nel settore informatico abbiamo inoltre la necessità concreta di cogliere una vista alternativa della qualità dei servizi erogati in considerazione della forte eterogeneità dei clienti e utenti dei servizi di Poste Italiane. 
Tutto ciò ci ha portato ad approfondire immediatamente, non appena apparsa sul mercato italiano, la missione di auticon. È stata inizialmente chiesta loro un’analisi qualitativa di alcune nostre applicazioni, un mondo a loro sconosciuto e per noi estremamente importante per il business dell’azienda. Fin da subito l’aspetto che più ha sorpreso è stata l’incredibile attenzione ai dettagli, il desiderio di comprendere gli aspetti della nuova sfida senza lasciare alcuna lacuna.
Dopo un avvio molto rapido rispetto alle normali tempistiche, è entrato in gioco un secondo importante elemento: la diversa prospettiva. Nulla è dato per scontato, tutto è nuovo, mai visto, non ci sono condizionamenti.
Il valore che quest’attività ha restituito a Poste Italiane è significativo, sia per il contributo puramente tecnico sia per gli aspetti umani e sociali.
A dimostrazione dei risultati della propria mission sociale, auticon ha recentemente pubblicato il suo Global Impact Report che dimostra l’impatto e i benefici del lavoro per coloro che sono nello spettro autistico ed è emerso che per il 70% dei dipendenti lavorare in auticon ha migliorato la propria autostima, per il 74% ha migliorato il proprio benessere personale e per il 64% ha migliorato la propria autonomia personale.

In auticon, i “professionisti autistici” trovano un impiego adeguato e di elevata qualità con opportunità di crescita professionale: l’80% afferma che lavorare in auticon ha migliorato le proprie competenze e capacità, il 74% che ha migliorato la comprensione delle proprie competenze e abilità. Il 70% ha dichiarato, inoltre, che lavorare in auticon ha fornito loro opportunità di sviluppo professionale. 

Spread inclusion all around the globe