I BENI DEL FAI – Presidi storici, culturali e paesaggistici

di Maurizio Rivola – Una delle sfide del FAI è quella di inserire le più innovative tecnologie in contesti paesaggistici e architettonici di elevato valore storico-culturale, migliorando le qualità ambientali e salvaguardando i valori testimoniali dei luoghi, al fine di contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici planetari.
I “Beni del FAI”, distribuiti su tutto il territorio nazionale, sono dunque un modello di fruizione ecocompatibile: un visitatore può arricchire l’esperienza della visita di un Bene del FAI percependo concretamente gli esempi virtuosi di risparmio energetico, di riduzione dell’impronta idrica, di biodiversità (uccelli, api, farfalle…), di sperimentazione e innovazione nel rispetto degli SGD – i 17 obiettivi fissati dalle Nazioni Unite da raggiungere entro il 2030.
Si parte da una riconversione energetica di molti impianti al fine di ridurne consumi primari grazie alle migliori tecnologie esistenti, come pompe di calore e caldaie ad alta efficienza – ne è un esempio Villa Fogazzaro Roi sul Lago di Como che sfrutta la temperatura costante delle acque profonde del lago per produrre calore.
Con questi innovativi impianti è possibile ridurre le emissioni che concorrono al cambiamento climatico e compromettono la qualità dell’aria. Inoltre, esistono sistemi che consentono un attento e consapevole rispetto della risorsa idrica, come l’uso parsimonioso che ne fa Villa Necchi Campiglio, Bene del FAI nel cuore di Milano, che sfrutta l’acqua di prima falda – non potabile – per l’irrigazione del giardino, per i servizi igienici e per la piscina ornamentale, oppure Villa Panza a Varese e il Castello di Masino a Caravino (TO) che raccolgono l’acqua piovana grazie al recupero di antiche vasche, enormi ed efficienti.

Presso questi ultimi Beni è stato addirittura realizzato un accesso per mezzi di trasporto sostenibili (bicicletta, mezzi pubblici e auto elettrica) attrezzato con colonnine di ricarica.
Non solo: occuparsi di biodiversità significa occuparsi di natura, alberi, fiori, piante e animali che nei Beni del FAI esprimono bellezza, colore, vita.

Ciò che il FAI propone è sia l’immersione nei paesaggi montani dell’Alpe Pedroria, sia l’incontro con la ricca avifauna delle Saline Conti Vecchi di Cagliari, o anche l’abbraccio degli splendidi alberi monumentali dei Giganti della Sila in Calabria che testimoniano la forza e la resistenza agli eventi della natura, fin quando l’uomo arriva ad esercitare un’azione distruttiva. Tutto questo convive con progetti di alto profilo scientifico, ad esempio per la ricerca delle specie di ulivi resistenti all’autentica pandemia “vegetale” prodotta dalla Xylella, come avviene nei poderi della splendida Abbazia di Cerrate da cui partirà un progetto pilota con la collaborazione del CNR.
Questo complesso ecosistema, da noi spesso trascurato, in forma indiretta ci presenta il conto attraverso l’esplosione di epidemie/pandemie dall’incredibile potenziale distruttivo sulla nostra salute e sulla vita di tutti i giorni. Ritrovare un rapporto di rispetto ed equilibrio con la Natura ci può aiutare ad affrontare nuove sfide, che dopo l’emergenza Covid19 potrebbero ripresentarsi.

Attraverso una moltitudine di dettagli, che nei Beni del FAI trovano una concreta visibilità e applicazione, vogliamo offrire al visitatore una finestra di conoscenza su questo mondo a cui dobbiamo rispetto, perché da esso dipende la nostra vita: giardini di farfalle, arnie con le api – fondamentali e importanti indicatori biologici dello stato di salute dell’ambiente oltre che impollinatori essenziali per la nostra agricoltura -, modalità e forme di agro-ecologia (coltivazioni biologiche e biodinamiche) che nei Beni del FAI possono fungere da modello, da esempio di come si possa, pur mantenendo il nostro stile di vita, ritrovare un equilibrio prezioso tra attività dell’Uomo e tutela dell’ambiente.
Beni sostenibili, dunque, quasi fossero aule didattiche per raccontare un nuovo rapporto con la Terra, con l’ambiente e anche un modello di sostenibilità efficace ed efficiente in termini economici per quello che chiamiamo comunemente “sviluppo sostenibile”.
Dai temi dell’economia circolare all’innovazione nel campo delle energie rinnovabili, fino alla consapevolezza di quanto può fare ognuno di noi, è sempre più urgente un cambio di paradigma, reso oggi ancora più necessario dall’emergenza sanitaria che stiamo vivendo e dal suo impatto sulla quotidianità, costruendo un differente rapporto e un nuovo equilibrio con la Madre Terra – o se vogliamo, più semplicemente, con il Pianeta.

ARTICOLO PUBBLICATO IN DIVERCITY VII, GIUGNO 2020

Spread inclusion all around the globe