ARTE E DIVERSITÀ

a cura della Redazione – In pochi mesi il COVID-19 ci ha profondamente cambiati: dalla gestione dei rapporti sociali al riconsiderare le nostre abitudini personali e professionali, dall’assegnazione delle priorità, all’utilizzo della tecnologia, portandoci ad
immaginare il mondo e il “nuovo normale” con le nuove sfide
che attendono.
In questo contesto, le aziende sono chiamate a riflettere ed agire velocemente, accompagnando i propri dipendenti alla scoperta di nuovi percorsi e di nuovi modelli di gestione inclusiva. Il distanziamento sociale, l’isolamento forzato, la sovraesposizione tecnologica, l’incertezza di un futuro economico apparentemente instabile ed in continua evoluzione controbuiscono ad aumentare sensibilmente i livelli di ansia, di stress e di preoccupazione nelle persone, riducendone la motivazione, il senso di coesione e produttività.

Ancora più di prima l’inclusione e la diversità dovranno assumere un ruolo di primo piano nelle aziende per superare la crisi economica. “In Exar Social Value Solutions ci crediamo a tal punto, che abbiamo fatto della diversità la nostra mission aziendale” afferma Erika Perez Direttore Generale di Exar. La società di origini torinesi, nasce 20 anni fa dal patrimonio di esperienza e professionalità di Kairos Mestieri Impresa Sociale Srl. Ad oggi EXAR Social Value Solutions è una realtà di 50 professionisti che sviluppano soluzioni innovative valorizzando la diversità e favorendo l’inclusione delle persone. “Puntiamo ad essere una impact-driven organization” prosegue Erika Perez “motivo per il quale abbiamo sviluppato il progetto del Di-Talent Smart Journey, con l’obiettivo di supportare le organizzazioni a diventare Di-Smart, adottando ed implementando soluzioni innovative di Diversity & Inclusion, Diversity Management e Social Impact disegnate su misura per i nostri Clienti.”

Diventare un’azienda inclusiva, che valorizza le proprie diversità non è semplice e oggi ancora meno, visto che le priorità saranno focalizzate sui risultati economici, sul contenimento dei costi e sulle persone. Dobbiamo trarre spunto dall’ultimo downturn economico che ci ha insegnato che la resilienza è una dei fattori di successo.

“La diversity & inclusion è cruciale per le organizzazioni resilienti” precisa Erika Perez. “Il concetto di D&I ha un significato ben più ampio di quello legato alla razza e al genere. A seguito del COVID-19 e della profonda trasformazione che stiamo vivendo, sarà ancora più importante fare leva sulla diversità, sulle personalità delle persone sulle differenti prospettive con l’obiettivo di trarne beneficio nei risultati di business. È evidente che le politiche di D&I e dei propri leader dovranno essere riadattare al “nuovo domani” legandole a sistemi di misurazione che dimostrino impatti tangibili sul ROI. Nasce la necessità di una spinta collettiva nel riconoscere il bisogno di pensieri diversi provenienti da background diversi, ma la strada è ancora lunga.”
“Come EXAR nel corso degli anni abbiamo sviluppato diversi progetti nell’ambito del Diversity Management e della Social Innovation, a fronte della pandemia ci siamo interrogati su quale modalità fosse in grado di mettere insieme quanto detto prima e la risposta è stata: l’arte.”

Qual’è la correlazione tra arte, Diversity & Inclusion e Social Impact? “L’arte nel suo significato più ampio comprende ogni attività umana, svolta singolarmente e collettivamente, che porta a forme di creatività e di espressione estetica derivanti da capacità innate e dall’esperienza. È un linguaggio in grado di trasmettere emozioni e messaggi è l’espressione estetica dell’interiorità e dell’animo umano. L’arte rispecchia le opinioni, i sentimenti, la libertà dei pensieri, la diversità: pensiamo a Paul Gauguin e ai paesaggi di Tahiti fatti di forme e colori puri. La sua rottura dall’arte moderna, la ricerca di donne di altri mondi, la liberazione da preconcetti e da stereotipiti largamente diffusi. Oppure a Frida Kahlo, l’artista messicana e figura iconica caratterizzante della sua cultura, anticonformista e divergente, che ha unito la tradizione messicana combinando il substrato precolombiano e la cultura spagnola. Infine, l’arte come dono da condividere con il mondo, come afferma l’artista belga Koen Vanmechelen che ha creato la Open University of Diversity e da tempo esplora temi quali la diversità bioculturale. Bisogna stimolare la creatività e l’arte, la più grande libertà è l’arte stessa.”
Quali benefici potrebbero trarre le aziende dall’arte? “L’idea nasce dall’opportunità di coinvolgere le persone in progetti di arte visiva o performativa, lavorando insieme, riflettendo, collaborando, osservando, imparando, esprimendosi, creando un clima di fiducia e rinascita. Uno dei progetti che abbiamo disegnato è in partnership con Paolo Stratta, fondatore e direttore della Fondazione Cirko Vertigo, centro internazionale di creazione, produzione e formazione delle arti circensi.
Il progetto ha l’obiettivo di accompagnare gruppi di persone in un viaggio sulla diversità, in quanto il circo rappresenta molto bene la metafora di una vita appesa a equilibri precari, in balia di distanze e avvicinamenti, analogie e differenze che, se adeguatamente valorizzate, diventano fonte di ricchezza e creatività, assets intangibili per ogni azienda moderna. Traendo ispirazione dalle performance degli artisti circensi e riconoscendo nello spettacolo uno strumento per interrogarsi sulla realtà, si costruiscono momenti di riflessione e formazione costruttivi con l’obiettivo di accorciare le distanze, abbattere i pregiudizi, analizzare gli ostacoli e portare a fattor comune le diverse prospettive per favorire processi di innovazione e cambiamento. Altro progetto, decisamente più inclusivo, è quello sviluppato Insieme a Edoardo di Mauro, direttore dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e Presidente del MAU-Museo di Arte Urbana di Torino, con il quale abbiamo sviluppato #InsiemeSpaziColorati al fine di portare nelle aziende le arti visive attraverso un coinvolgimento delle persone e degli artisti ispirandosi al MAU. Le aziende mettano a disposizione degli spazi che diventano espressione visiva e positiva di gruppi di persone, che diventeranno soggetti attivi alla realizzazione dell’opera, portata a compimento attraverso le mani dall’artista. Anche qui il processo di coinvolgimento ed elaborazione avviene attraverso momenti di formazione dedicata con la finalità di trasmettere nell’immagine emozioni e dare vita a un senso di ricostruzione.
La stessa iniziativa può essere sviluppata a livello urbano dove le aziende diventano promotrici di progetti di impatto e inclusione sociale: #DivARTCity utilizzando una comunicazione urbana che passa per forme di arte visiva, per unire le persone, alimentando un senso di cittadinanza consapevole e visioni diverse per raccontare in modo positivo le emozioni e l’intera comunità urbana. Oggi attraverso la diversity & inclusion possiamo mettere in discussione quello che eravamo abituati a fare mettendo al centro i valori e le persone. In questo le aziende giocano una grande ruolo: dobbiamo generare valore per la crescita e questo valore passa anche attraverso la ricchezza insita nelle diversità.

ARTICOLO PUBBLICATO IN DIVERCITY VII, GIUGNO 2020

Spread inclusion all around the globe