2020-2030 – Dieci anni per lo sviluppo sostenibile

Rubrica a cura di Valeria Colombo – Ogni inizio di decennio si porta dietro momenti di riflessione sugli anni appena conclusi e, soprattutto, aspettative per la decade a venire. Purtroppo nel 2020 abbiamo avuto un’emergenza sanitaria a livello mondiale che In pochissimi avevano previsto ed erano preparati ad affrontare. E questa crisi è strettamente legata allo sviluppo sostenibile e all’impronta dell’uomo sul nostro pianeta, come lo sono stati altri 3 eventi gravissimi che ci siamo appena lasciati alle spalle. Tali eventi sono diventati casi di studio per chi si occupa di sostenibilità e, come lascito positivo, hanno favorito il diffondersi dell’attenzione verso le tematiche ambientali, sociali e di buon governo societario (ESG) nell’opinione pubblica, nelle istituzioni, nel mondo finanziario e produttivo. Così sarà anche per la pandemia da Covid-19 che risulta strettamente legata sia alla riduzione della biodiversità sia all’inquinamento dell’aria: la prima avrebbe favorito il pas saggio del virus dagli animali all’uomo e il secondo ne avrebbe agevolato la diffusione in aree geografiche con maggior concentrazione di polveri sottili. Cosa ci lascerà è ancora presto per dirlo, sicuramente un’esperienza di vita che non dimenticheremo mai.

I 3 avvenimenti cui mi riferisco raccontano come la mancata considerazione degli aspetti ESG da parte delle aziende nella gestione delle attività produttive possa portare a catastrofi enormi per l’ambiente e per le persone oltre a ingenti perdite economiche per le aziende stesse.

1 – Nel 2010 il disastro ambientale della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, affiliata alla British Petroleum, che riversò nel Golfo del Messico milioni di barili di petrolio, generò un danno ambientale enorme e produsse per l’azienda petrolifera conseguenze economiche ingenti: il crollo del titolo in borsa, la condanna a risarcimenti di miliardi di dollari e un danno reputazionale incalcolabile.

2 – Nel 2013 crollò l’edificio Rana Plaza a Savar, in Bangladesh, provocando 1.129 vittime e 2.515 feriti, tutti operai e operaie che lavoravano nelle fabbriche tessili presenti nel palazzo, terzisti di importanti catene di abbigliamento internazionali. La tragedia chiamò immediatamente in causa le grandi multinazionali del tessile, colpevoli di non aver vigilato sul rispetto dei diritti umani e delle norme di sicurezza da parte dei propri fornitori e dunque responsabili in via indiretta della morte di così tante persone.

3 – Nel 2015 il cosiddetto “Dieselgate” che travolse Volkswagen, scoperta a falsificare le emissioni delle vetture diesel durante i test di omologazione. In questo caso l’effetto immediato fu il crollo del titolo in borsa, accuse di associazione a delinquere per truffa e violazione delle leggi ambientali e arresti per i manager dell’azienda – oltre che richieste di risarcimento da parte di oltre 440.000 clienti. Si stima che lo scandalo sia costato all’azienda oltre 30 mld di euro. La risposta da parte delle istituzioni globali giunse nel settembre 2015 quando i 193 paesi membri dell’ONU riuniti a New York decisero di stabilire gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) nell’ambito dell’Agenda Globale 2030. Gli SDGs sono 17, articolati in 169 target, e riguardano le principali sfide poste dal cambiamento climatico, dall’impatto umano sulla natura e daL persistere di povertà e disuguaglianza allo scopo di garantire sostenibilità economica, ambientale e sociale delle comunità umane nel lungo periodo.

Grande è l’urgenza che tutti gli attori economici e sociali a livello globale si impegnino sia per colmare i gap ancora presenti nelle opportunità di sviluppo delle persone, sia per contrastare gli effetti catastrofici sull’ambiente dell’inquinamento (specialmente delle emissioni di Gas Serra – GHG). Il decennio appena iniziato ha come “incarico” di raggiungere questi obiettivi. La sostenibilità è dunque uno dei temi del momento (non una moda), anche per l’emergenza Covid19, e una delle conseguenze negative è il rischio “greenwashing” cioè che talune organizzazioni si costruiscano, attraverso iniziative ad hoc, un’immagine di sostenibilità allo scopo di nascondere attività dannose per ambiente e persone. L’unico antidoto è la concretezza: gli SDGs devono guidare imprese, investitori e istituzioni a darsi obiettivi reali e misurabili nel tempo, si deve andare nella direzione della trasparenza e della responsabilità. Solo così sarà possibile distinguere l’impegno autentico dalla sottile patina (verde) sulle pareti.

ARTICOLO PUBBLICATO IN DIVERCITY VII, GIUGNO 2020

Spread inclusion all around the globe