DEMISTIFICARE L’ORIENTAMENTO SESSUALE “GRIS – L’organismo canadese che, nelle scuole, insegna accettazione e apertura”

di DAVIDE CONTI –

Il GRIS-Montréal, il cui acronimo sta per Gruppo di Ricerca e di Intervento Sociale, è l’organismo comunitario canadese la cui missione è quella di demistificare gli orientamenti sessuali e le identità di genere attraverso il metodo della testimonianza. Dopo aver vissuto per dieci anni a Montréal, ho sentito il bisogno di impegnarmi socialmente. scegliendo una causa che mi stesse a cuore. Questa organizzazione senza fini di lucro è stata creata alla fine degli anni Novanta nella città di Montréal con lo scopo di promuovere una migliore conoscenza delle diversità sessuali e di genere e di facilitare l’integrazione delle persone LGBT+ nella società. Poiché la scuola è uno dei principali ambienti – se non il principale – in cui i valori dei giovani prendono forma, è l’ambito scolastico ad essere stato scelto per effettuare i cosiddetti “interventi di demistificazione”. Gli interventi sono effettuati esclusivamente da volontari (circa trecento) che entrano nelle scuole (l’equivalente di medie e superiori in Italia). Alcuni sono anche inseriti all’interno dei corsi universitari di “francesizzazione”, organizzati dal governo e rivolti ai nuovi immigrati in Canada. Abbinato a questa attività dinamica nelle scuole, il GRIS svolge poi una funzione di ricerca che consiste nello studiare e analizzare i dati derivanti dagli interventi di demistificazione. Questo avviene tramite questionari che gli studenti compilano prima e dopo le attività. Le domande sono identiche: lo studio permette di identificare quindi se – a seguito dell’intervento dei volontari – lo studente cambia la propria percezione relativamente alle tematiche LGBT+.  Una delle cose che più mi colpì inizialmente fu scoprire che erano le scuole a sollecitare l’intervento del GRIS e non il contrario. Anzi, potendo contare solo su volontari che effettuano queste attività durante la settimana in orario lavorativo, a volte è complicato rispondere a tutte le richieste che arrivano. Negli anni la copertura d’azione si è esteso a tutta la regione di Montréal e a una buona parte della provincia del Québec.

Ma come avvengono esattamente gli interventi? Che tipo di preparazione devono avere i volontari? Tutti gli interventi sono obbligatoriamente effettuati da due persone: un uomo e una donna, di orientamento omosessuale o bisessuale. Dopo una breve presentazione, i volontari sono pronti a offrire le proprie testimonianze di vita, rispondendo alle domande degli studenti. Il format è, quindi, assolutamente interattivo e non si basa sulla spiegazione o la proposta di concetti precostruiti. Al contrario, gli studenti sono protagonisti e con le loro domande stimolano e alimentano la conversazione. Non ci sono tabù: qualsiasi domanda è accolta e ottiene risposta. C’è una struttura quindi ma all’interno di tale struttura, ogni conversazione è unica e irripetibile perché basata sulla combinazione di domande e esperienze legate a singole persone. 

I volontari non si improvvisano esperti nonostante le vicissitudini personali: chi volesse diventare collaboratore del GRIS dovrà partecipare a una formazione intensiva di parecchi giorni; effettuare simulazioni guidate e superare un test finale. Sono volontario del GRIS da quattro anni e la trovo un’esperienza incredibilmente gratificante. al termine di ogni intervento provo un senso di realizzazione e pienezza. Quando entro in aula non ho l’obiettivo di convincere o di far cambiare idea agli studenti. Voglio raccontare la mia storia, condividere ciò che ho vissuto, le prove cui sono stato sottoposto, cosa significa essere omosessuale e subire la discriminazione e lo sguardo altrui. Personalmente penso sia importantissimo effettuare questi interventi coi giovani perché é esattamente a quell’età che ci si scopre, che ci si pone delle domande, che ci si paragona con una società che poi non é tanto aperta come si vuol far credere. Quando sei un giovane di dieci o quindici anni e realizzi che forse potresti essere gay o lesbica e non hai nessuno con cui parlare (o credi di non aver nessuno), il fatto di incontrare due persone che genuinamente vengono nella tua classe e ti raccontano come loro hanno affrontato tutte queste vicissitudini e che ti testimoniano che ce la puoi fare, che c’é un futuro che ti attende, un futuro che può assolutamente essere felice. Ebbene un intervento del genere vale oro. Se il mio intervento può aiutare anche solo uno studente nella classe in cui vado, se gli può dare un barlume di forza, di speranza, questa é la mia ricompensa e non ha prezzo. Spessissimo uscendo da quelle classi mi dico che se io alla loro età avessi avuto un supporto del genere, se qualcuno fosse entrato nella mi classe raccontandomi per un’ora del suo percorso e rispondendo alle mie domande, oh che il mio percorso interiore sarebbe stato più agevolato. Non dico semplice, ma sicuramente avrei avuto degli strumenti per solidificare l’accettazione di me stesso e soprattutto per facilitarmi ad aprirmi con le persone accanto a me. Questo é il motivo per cui credo in questo organismo e continuo ad essersene un fiero volontario.

ALCUNI DATI

Numero di interventi nell’anno scolastico 2018/2019: 1192 (30992 persone incontrate). Numero di interventi effettuati dalla fondazione (25 anni): 16000. Numero di volontari in data gennaio 2020: 292. www.gris.ca

ARTICOLO PUBBLICATO IN DIVERCITY VI, MARZO 2020

Spread inclusion all around the globe