LA DIVERSITA’ FA LA DIFFERENZA -Il patto Utilitalia

Il 19 novembre si è svolto a Roma l’evento “All that we share – L’inclusione come risorsa” organizzato da Utilitalia, Federazione delle imprese ambientali, energetiche ed idriche. Ha aperto i lavori il Direttore Generale di Utilitalia Giordano Colarullo che ha presentato il Patto Utilitalia e in poche battute ne ha espresso l’intento profondo: “Un patto per iniziare un percorso di crescita che porti le nostre Imprese a cambiare davvero “on the ground”, nel concreto”. A seguire Francesca Vecchioni, Presidente di Diversity, ha introdotto il primo panel di aziende che hanno raccontato le proprie iniziative sui temi della diversità e dell’inclusione.Al termine del dibattito ha preso il via il momento centrale dell’evento, cioè la firma del Patto Utilitalia da parte degli Associati. Il Presidente della federazione Giovanni Valotti e la Coordinatrice della “Commissione per la Gestione e Valorizzazione della Diversità” Maria Vittoria Pisante hanno illustrato il ruolo di Utilitalia nel promuovere la valorizzazione e la gestione della diversity tra le associate e nel fare rete, con l’obiettivo di parlare di diversità per cambiare la cultura. Occuparsi di diversità nelle aziende di servizi pubblici locali ha ricadute positive sul territorio, tenuto conto dello stretto rapporto con i cittadini, le cittadine e gli stakeholder. Esiste una correlazione tra D&I ed innovazione, sempre più importante nel settore dei servizi pubblici locali alla luce delle criticità legate al climate change. Il Patto è costituito da 3 principi fondanti che si riassumono in “la diversità fa la differenza” cioè produce valore aggiunto. Le politiche inclusive migliorano infatti le performance aziendali e favoriscono l’innovazione con rilevanti impatti per i territori serviti e la società civile. Il documento prevede anche 7 impegni per tradurre in azioni concrete i princìpi. La firma è, infatti, solo l’inizio del processo e Utilitalia e le Associate si attiveranno per promuovere l’implementazione degli impegni del patto attraverso la formazione sulla diversity, programmi di mentoring e networking tra le aziende, la promozione presso le Istituzioni per lo sviluppo di strumenti di welfare, l’elaborazione di strumenti di misurazione dei progressi conseguiti e la diffusione della valorizzazione della diversità presso gli enti locali ed i territori. Quindi i Presidenti ed AD di 25 aziende sono stati chiamati per la firma del patto mentre Maria Vittoria Pisante leggeva gli statement con cui ciascuno dei firmatari ha voluto esprimere il proprio punto di vista e l’impegno per la diversità e l’inclusione. Dopo la foto di rito sul palco, si è formato il secondo panel per le testimonianze delle best practices aziendali. Ai due dibattiti hanno partecipato rappresentanti delle aziende associate (aziende che operano in vari territori, di diverse dimensioni, mono utility e multi utility), rappresentanti di aziende esterne alla federazione (Google, IBM) che hanno già intrapreso da tempo percorsi in ambito D&I, Valore D e il dirigente coordinatore affari generali e interventi in campo sociale del ministero delle Pari Opportunità Laura Menicucci. Considerato che la “diversity trasformation” deve coinvolgere l’intera azienda, sono stati invitati a partecipare rappresentanti delle associate che ricoprono diversi ruoli (Top management, HR manager, resp. welfare, resp. relazioni istituzionali) e gli argomenti oggetto delle tavole rotonde sono stati molteplici, tra cui: perché valorizzare la diversità (di genere, cultura, età, abilità), quali sono i benefici per l’azienda e per il territorio derivanti da una cultura inclusiva, quali strumenti per valorizzare la diversità nella selezione e gestione del personale, il digital divide come nuova discriminante e la tecnologia come abilitatrice e garante di vera inclusione, il ruolo e il valore del commitment del top management, i progetti sul “rispetto” e su bias inconsci, l’Active Ageing e le esperienze di smart working. Al termine del secondo dibattito è intervenuta in collegamento da Parigi la Ministra per le Pari Opportunità Elena Bonetti che ha sottolineato l’importanza del Patto come primo passo per valorizzare il tema della diversità e renderlo un elemento di arricchimento per tutti. La ministra ha altresì ribadito il ruolo fondamentale che le realtà del mondo utility presenti sul territorio possono svolgere quotidianamente per contribuire a cambiare la vita delle persone. Al termine del convegno Anna Ferrero di Acta Consulting ha illustrato i risultati di una ricerca qualitativa svolta su un campione di 25 aziende di Utilitalia sul tema della diversity&inclusion.

ARTICOLO PUBBLICATO IN DIVERCITY V, DICEMBRE 2019

Spread inclusion all around the globe