DYNAMO CAMP – Oasi di terapia ricreativa

di Francesca Maggioni

Dynamo Camp offre fiducia e speranza a bambini e adolescenti con gravi patologie.

Dynamo Camp è un progetto che offre gratuitamente programmi di Terapia Ricreativa a bambini, bambine, ragazzi con gravi patologie e alle loro famiglie. Hanno dai 6 ai 17 anni, provenienti da tutta Italia. Il Camp è un luogo meraviglioso, in Toscana, in un’Oasi naturalistica affiliata WWF e strutturato ad hoc: ha aperto le porte nel 2007, accogliendo inizialmente 60 bambini con gravi patologie, in due programmi estivi. Oggi accoglie gratuitamente 2.000 ospiti all’anno, di cui 1.600 sono bambini e 400 genitori, in 20 differenti programmi in tutto l’arco dell’anno. Oltre all’attività al Camp, Dynamo porta oggi i suoi programmi di Terapia Ricreativa Dynamo in ospedali e case famiglia in circa 40 città in tutta Italia. L’obiettivo dei programmi è soddisfare il bisogno di bambini con gravi patologie di riacquisire fiducia in se stessi e nelle proprie capacità. Dynamo Camp lavora per il diritto alla felicità di bambini e bambine e il diritto alla “normalità” delle famiglie. Il progetto vuole far vivere ai bambini una vera vacanza, in un ambiente naturale meraviglioso e protetto, dove possano godere di attività quali arrampicata, cavallo, piscina, tiro con l’arco, terapia con i cani e animali della fattoria e altre attività, proposte in totale sicurezza, secondo la Terapia Ricreativa Dynamo, con staff specializzato e formato per gestire le problematiche dei bambini e in totale sicurezza medica. Ma non si tratta unicamente di una vacanza: finalità ultima è far riacquistare loro fiducia in sé, fornire benefici permanenti nella gestione della malattia e della vita e, nei casi più gravi di alcune patologie neurologiche contribuire a donare sollievo e “occasioni di vita”, a bambini e famiglie. Secondo una ricerca condotta da SeriousFun Children’s Network con l’Università di Yale, di cui fa parte Dynamo Camp e che ha coinvolto i Camp SeriousFun nel mondo, i genitori hanno rilevato nei propri figli dopo il periodo al Camp: un incremento di sicurezza in se stessi (78%); un incremento di autostima (73%); un incremento di maturità (81%); un incremento in indipendenza (76%); un accresciuto interesse a partecipare ad attività sociali (72%); un’apertura a sperimentare nuove attività e esperienze (79%). Spesso le famiglie rivelano che l’esperienza al Camp costituisce, letteralmente, un punto di svolta per loro nell’affrontare la vita. Dynamo Camp si rivolge gratuitamente a bambini e ragazzi con patologie gravi o croniche. Si tratta di bambine, bambini, ragazze e ragazzi italiani e stranieri, curati in Italia, provenienti dal territorio nazionale. Al Camp, nei programmi estivi per Soli Camper, i bambini sono ospitati in autonomia senza i genitori. Sono bambini con patologie oncoematologiche, sordità, necessità di respirazione assistita, neurofibromatosi, cecità, SMA 3, distrofia muscolare, spina bifida, MAR (Malformazioni ano-rettali), bambini con catetere venoso centrale. Ci sono inoltre programmi concepiti ad hoc per l’intera famiglia, nella consapevolezza che la diagnosi di una malattia non colpisce unicamente il piccolo ma tutto il nucleo familiare, per famiglie con bambini con patologie neurologiche, tra cui paralisi cerebrale infantile, esiti da ictus, sindrome di Rett, SMA 1 e 2, sclerosi tuberosa, autismo, sindromi rare, tetra paresi e altre patologie neurologiche gravi. I sibling, fratelli e sorelle di bambini ospiti del Camp, hanno inoltre due programmi dedicati, per vivere l’esperienza del Camp e condividere quanto hanno nel cuore con altri, anche in considerazione della particolare situazione che si trovano a vivere, spesso in ombra rispetto ai fratelli con necessità di continue cure. Fuori dal Camp: in ospedali, associazioni e case famiglia, Dynamo Camp raggiunge bambini e ragazzi in pediatria, day hospital o a bordo letto, portando programmi di Terapia Ricreativa. Tutte e tutti possono visitare questo luogo incantevole durante l’Open Day annuale: il prossimo sarà domenica 4 ottobre 2020.

ARTICOLO PUBBLICATO IN DIVERCITY V, DICEMBRE 2019

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