DISABILITA’ – Diversity is the key

Venerdì 11 ottobre si è tenuta a Milano, presso la sede di Ernst & Young, la presentazione di una nuova iniziativa inserita nel progetto Diversity is the key, dedicata questa volta a superare lo stigma nei confronti delle disabilità. Ideato e curato dalla British Chamber of Commerce for Italy, il progetto si è occupato in precedenza di altre sfaccettature della diversità (age, gender, culture…). La mattinata ha dato modo di ascoltare un nutrito gruppo di esperti ed esperte che hanno discusso, insieme alla nuotatrice paralimpica Giulia Ghiretti, di cosa significa possedere differenti abilità e cosa possono fare oggi le aziende per abbattere lo stigma sulla disabilità. Aaron Pugliesi, Secretary General & CEO at The British Chamber of Commerce for Italy, Doriana De Benedictis, Diversity and inclusion manager di EY, Diana De Marchi, Presidente Commissione Pari Opportunità Comune di Milano, Joshua Paveri, Sales & Marketing Support at JobMeToo, Emanuela Sias, Head of Partnerships, English at British Council Italy, Paola Corna Pellegrini, CEO at Allianz Partners e Riccardo Olivier, Project Manager at Fattoria Vittadini sono le persone che hanno dialogato fra loro e con il pubblico, attento e partecipe. In particolare Giulia Ghiretti ha raccontato la propria esperienza di donna e atleta disabile, offrendo il un prezioso punto di vista sull’argomento: “Credo che anche nel mondo del lavoro la chiave della svolta sia la curiosità” ha dichiarato durante il suo intervento, “per aumentare le proprie conoscenze e abbattere muri e barriere che spesso ci creiamo da sole e che impediscono di accedere ad opportunità professionali. Ricordando sempre che la condivisione con gli altri aggiunge valore allo sforzo fatto per ottenere l’obiettivo finale.” La giornata è stata anche l’occasione per ragionare su altri tipi di disabilità, meno visibili o addirittura invisibili, come il disagio psichiatrico, ancora oggi molto stigmatizzato e discriminato. Nella seconda parte della mattina, infatti, il ragionamento è proseguito ed ha ampliato il proprio raggio raccontando la diversità e l’inclusione come fattori strategici attivati da aziende innovative. A parlane sono state Aldo Pozzoli, Accenture Strategy, Sustainability Global Group e Valentina Dolciotti, Direttrice di DiverCity magazine, moderati da Donatella Cungi, BCCI Councillor & Partner at Toffoletto De Luca Tamajo e Soci. Includere le diversità è oggi una tematica centrale, nell’ambito delle Risorse Umane come nella vita quotidiana, per colmare il gap che vede, ancora, le persone con disabilità lontane da posizioni apicali nei luoghi di lavoro; per arginare gli ostacoli all’avanzamento di carriera; per promuovere la meritocrazia a tutti i livelli e in ogni settore e, soprattutto, superare lo stereotipo che vede ancora ci racconta che la disabilità è necessariamente un ostacolo. Ci portiamo a casa una profonda osservazione fatta da Riccardo Olivier: “Smettiamo di usare la parola “disabile”, perché non esistono persone “disabili” ma solo persone “disabilitate”. Nessuno, nessuna è disabile di partenza. È l’impatto con la vita attorno, con la società, con le altre persone, con il mondo circostante costruito (metaforicamente e non) su misura per la maggioranza che rende una persona “disabile” …e allora non è giusto chiamarle così. Assumiamoci questa responsabilità: non ci sono persone disabili bensì persone disabilitate.”

ARTICOLO PUBBLICATO IN DIVERCITY V, DICEMBRE 2019

Spread inclusion all around the globe