L’ETA’: UNA GRANDE OPPORTUNITA’ PER LE AZIENDE

di Fabio Galluccio

Il tema dell’età appare come una delle sfide più difficili da affrontare all’interno delle Organizzazioni. La crescita demografica nel Paese e, di conseguenza, nelle aziende, ha creato un ripensamento delle politiche sull’ageing non solo dal punto di vista dell’innalzamento dell’età pensionabile, ma anche rispetto agli esuberi da gestire che la crisi economica ha portato con sé. D’altro canto, la poca attrattività del lavoro aziendale o bancario verso molti millennials e ancor di più verso la generazione Z, fa sì che le Organizzazioni si rivelino spesso impreparate ad affrontare le differenti esigenze che ogni età comporta e al contempo si trovino obbligate a rivedere politiche consolidate nei decenni. Le strategie aziendali hanno spesso posto ostacoli alle carriere (non esplicitamente ma di fatto), alla formazione e alla valorizzazione delle persone over cinquantenni, disperdendo un patrimonio non misurabile ma evidente. Avere un fotografia chiara dei potenziali presenti nella fascia over 50 aiuterebbe in prima battuta a circoscrivere un bacino da cui “pescare” per coprire posizioni e iter di crescita. Inoltre, adottare pratiche di “reverse mentoring” agevolerebbe uno scambio generazionale di competenze in modo biunivoco. Questo contagio è necessario e imprescindibile anche nei gruppi di lavoro, nei team che devono essere sempre più diversificati (nell’età, innanzitutto, ma anche nella formazione, nella specializzazione, nella cultura…) Nelle aule di formazione dovrebbe essere codificata la qualifica di “Maestro di Mestiere”. Non è affatto un caso che, in molte aziende, si debbano richiamare come formatori alcuni colleghi o colleghe in pensione, perché mancano conoscenze specifiche. Affinché le aziende siano più attraenti è fondamentale attuare politiche di flessibilità, diversity management e welfare, strutturando l’Organizzazione in modo lineare e meno gerarchico, agevolando strategie gradite non solo alle nuove generazioni, o alle donne, ma a tutte le fasce d’età e individualità. È importante avere una mission e valori non “di facciata” ma agìti, che coniughino il business con un ambiente ecosostenibile e con un sistema di relazioni interne ed esterne dove l’etica rimanga un pilastro fondamentale. Così scrive Maurizio Ferrera ne “La Società del Quinto Stato”: “In un’epoca in cui la vita dura quasi cent’anni, perché non dovremmo discutere seriamente di nuovi inizi, seconde carriere, preferenze che si modificano anche più volte nel corso dell’esistenza?” Quella che oggi chiamiamo, come insegna la cultura anglosassone, seconda chance. L’età diventa, in conclusione, una grande leva per rinnovare, rinnovarsi e attuare un effettivo change management.

ARTICOLO PUBBLICATO SU DIVERCITY V, DICEMBRE 2019

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