LE PERSONE – Il vero valore di Aviva

Ognuno vale quanto le cose a cui dà importanza, scriveva l’Imperatore Marco Aurelio circa 1.900 anni fa. Un insegnamento importante che, attraverso i secoli, arriva fino ai giorni nostri. Se è vero che ciascuno è misurato su questo parametro, cosa può avere più valore del riconoscimento e del rispetto di ogni singolo individuo? Sono questi, infatti, i temi al centro dell’operato di Aviva, compagnia assicurativa fra le più importanti a livello internazionale, che in questi anni ha realizzato e sostenuto molte iniziative per supportare i colleghi nelle loro necessità. Da sempre attiva sulle tematiche sociali, Aviva è guidata dalla ferrea convinzione che la più grande risorsa di un’azienda siano le persone. Per questo è impegnata nel supportare i propri professionisti e garantire un ambiente di lavoro inclusivo e flessibile. A questo proposito l’azienda offre benefit concreti, per tutelare tutti i nuclei familiari senza discriminazione. Questi, nel corso della vita, si trovano a dover gestire situazioni diverse, dalla nascita dei figli, al ritorno al lavoro quando ancora i bambini non sono autonomi, fino ad arrivare, con lo scorrere degli anni, all’anzianità dei genitori. Andando per ordine, per dare supporto a chi sta diventando genitore, Aviva offre la Policy Parental leave, prevedendo fino a 11 mesi di congedo parentale per tutti. In questo modo entrambi i genitori hanno la possibilità di usufruire dello stesso congedo retribuito. Una Policy che parte dal presupposto che la genitorialità sia un momento di crescita e che vada sostenuto con atti concreti. “Aviva è l’unica azienda in Italia ad aver concesso un periodo di congedo così lungo: una grande occasione messa a disposizione della nostra azienda” afferma Enrico Gambardella, People Lead di Aviva in Italia. “Certo, alle volte vi è ancora qualche resistenza culturale da parte di chi può usufruire di un periodo così lungo, ma sono sicuro che col tempo arriveremo ad un’adesione ben diffusa”. Nel caso in cui entrambi i genitori lavorino in Aviva, il diritto all’aspettativa si applica ad entrambi anche nello stesso periodo. Il programma prevede inoltre l’adesione al Global Parental Employee Resource Group, pensato per supportare i genitori nel trovare il giusto equilibrio tra vita lavorativa e privata attraverso sessioni di coaching e incontri dedicati. Per coloro che hanno bambini più grandi, Aviva ha ideato il progetto Aviva for Children, centro ricreativo per i figli dei dipendenti da 3 a 14 anni. La fine della scuola implica l’inizio di un lungo periodo di svago, che spesso non si concilia con i doveri e le esigenze dei genitori lavoratori. Per andare incontro a questi bisogni Aviva ha lanciato un campus ricco di attività ludico-educative, laboratori didattici e gite organizzate durante tutta l’estate. “Dal 2017 oltre 300 bambine e bambini hanno aderito all’iniziativa” continua Gambardella, “che non è solo un supporto concreto ai genitori, ma anche un’opportunità per mettere a disposizione le nostre competenze e trasmettere messaggi importanti ai bambini. In questo senso, il laboratorio di educazione digitale lanciato la scorsa estate si è rivelato molto interessante”. Grazie al supporto dei team IT e Information Security i bambini hanno affrontato temi come l’uso del cellulare, il cyber bullismo, i segreti della rete e il rischio ricatti da parte di chi c’è dall’altra parte dello schermo. Un momento di confronto per far comprendere subito ai più piccoli che il web è un luogo ricco di opportunità, ma anche di insidie. Credere in un ambiente di lavoro aperto comporta una gestione delle risorse che punti a valorizzare le diversità. In Aviva la diffusione di una cultura inclusiva punta a offrire ai propri professionisti gli strumenti necessari per una costante crescita personale e di carriera. “Sicuramente in questi anni abbiamo fatto molto, dal gender balance – con una popolazione aziendale equamente suddivisa tra uomini e donne -, al gender pay gap – su cui abbiamo lavorato riducendo sempre di più il divario -, alle modalità di lavoro smart e non solo”, commenta Gambardella. Chiave per creare un contesto lavorativo che presenti queste qualità è assicurarsi che ogni persona sia tutelata nel diritto di essere sé stessa. Aviva sta compiendo questo percorso anche attraverso il coinvolgimento diretto dei dipendenti. Da qualche mese infatti sono attive le Aviva communities, gruppi di lavoro per sviluppare un ambiente inclusivo e paritario nel rispetto di tutte le diversità. Tra le attività promosse, vi è la partecipazione al Milano Pride 2019, l’organizzazione di incontri volti ad ampliare le conoscenze sul mondo della disabilità e un progetto a sostegno dei caregiver, coloro che forniscono assistenza in modo continuativo a familiari non autosufficienti. Nel mese di ottobre, infatti, Aviva ha aderito al progetto Fragibilità di Jointly – Il welfare condiviso. Secondo una ricerca condotta da Jointly in collaborazione con il Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia dell’Università Cattolica, nel nostro Paese ci sono 8 milioni di caregiver e un lavoratore su tre si fa carico di un familiare anziano o non autosufficiente. “Intervenire su questo fronte è un atto di responsabilità verso l’intera popolazione aziendale: tutti siamo o saremo caregiver. Offrire questo servizio è un passo importante per far sentire le persone sostenute e tutelate in un momento di difficoltà”, spiega Gambardella. L’iniziativa permette ai dipendenti di Aviva di accedere ad una rete di operatori sociali abbinata a uno sportello di ascolto a sostegno di coloro che hanno necessità di assistere un familiare: una guida gestita da operatori sociali qualificati per strutturare un piano assistenziale personalizzato. Il servizio prevede un portale online dove le persone che lavorano in Aviva potranno acquistare servizi rivolti alla cura della persona a tariffe convenzionate e omogenee su tutto il territorio nazionale. Tutti questi impegni, che hanno garantito ad Aviva numerosi riconoscimenti sul tema della Diversity&Inclusion, testimoniano quali sono i valori realmente importanti per l’azienda. “Per noi è stato importante vedere nell’ultima survey interna sull’engagement che il 93% dei colleghi ha dichiarato di essere orgoglioso di lavorare in Aviva”, conclude Gambardella. Anche per questo possiamo affermare che la lezione di Marco Aurelio non è stata dimenticata.

ARTICOLO PUBBLICATO IN DIVERCITY V, DICEMBRE 2019

Spread inclusion all around the globe