BAMBA’ – La forza delle donne

di Daniele Germiniani e Francesca Vitiello – Humana People to People –

Nel nordest del Brasile, nel Recôncavo baiano, tutto intorno al golfo di Todos-os-Santos, vivono le maggiori comunità Quilombolas. I Quilombolas, in quello che è l’attuale Stato di Bahia, sono i discendenti degli africani deportati come schiavi (nel XVII sec.) e manodopera a basso costo da sfruttare nelle piantagioni di zucchero, caffè e tabacco. Le privazioni di un ambiente ostile e la violenza quotidiana spinsero moltissimi schiavi a fuggire, cercando riparo in terre remote e isolate, in foreste e paludi dove poter replicare usi e costumi delle loro origini africane. In 250 anni la tratta degli schiavi ha deportato in Brasile oltre 3 milioni di africani. Benché i discendenti siano cittadini a tutti gli effetti, ancora lottano per il diritto alla terra e contro le disuguaglianze: infatti oggi la proprietà terriera è concentrata nelle mani dell’1% dei brasiliani, che possiede il 60% dei terreni. Le comunità Quilombola rappresentano un gruppo sociale che si autodefinisce a partire dalle proprie radici di lotta e di libertà, dall’organizzazione comunitaria e dall’azione politica e, infine, dalla relazione profonda con la terra e il territorio. Il riconoscimento dell’identità Quilombola è un traguardo recente, solo a partire dal 1998 la Costituzione brasiliana stabilisce che queste comunità hanno il diritto a ottenere le loro “terre ancestrali” e nel 2003 un decreto del presidente Lula stabilì che può definirsi “quilombo” ogni gruppo che abbia una “discendenza africana connessa a una storia di resistenza e oppressione”. Da quel momento in poi, tra ostacoli, lotte e difficoltà burocratiche, è partito un importante percorso di riconoscimento identitario che rappresenta una vera e propria rivoluzione economica e sociale, di affermazione dell’inclusione della diversità Quilombola. Essere riconosciuti come Quilombolas dà diritto all’assegnazione della terra dei propri antenati, un processo che può durare anche decenni, ma che pone le basi per l’inclusione sociale ed economica di queste comunità ritenute, ancora, “non brasiliane” dai brasiliani stessi. È accanto a queste persone che HUMANA opera in Brasile, avviando progetti di sviluppo agricolo e di economia solidale, ma allo stesso modo ha scelto di affiancare queste comunità per il raggiungimento di un pieno riconoscimento dei diritti civili, supportando la formazione di gruppi civici in grado di avviare dialogo e confronto con le autorità pubbliche. È in questo contesto che HUMANA ha avviato il progetto “Bambà: la forza delle donne Quilombolas”. “Bambá” è la parola utilizzata in Brasile per indicare il sedimento dell’olio di palma, la parte più resistente del frutto più prezioso del Paese. Nel progetto indica il gruppo più importante e resiliente del Brasile: le donne Quilombolas. Bambà ha, infatti, l’obiettivo di sostenere la crescita socio-economica di 50 donne Quilombolas attraverso il miglioramento di piccole attività produttive e commerciali. Le donne sono la forza motrice del cambiamento in questa parte di Paese. Sono loro a doversi far carico della famiglia e delle relative necessità. Un ruolo però non riconosciuto, quasi nascosto. Al contrario, con questo progetto le donne diventano protagoniste, capaci di generare un reddito sicuro per la famiglia, fino ad arrivare a diventare potenziali leader della comunità rappresentando i diritti di tutti/e. Un progetto che si allarga, andando ad includere tra i propri beneficiari non solo le 50 donne coinvolte, ma le famiglie e la comunità, con un impatto che coinvolge oltre 1500 persone. Riuscire a migliorare produzione, commercializzazione e valorizzazione di prodotti alimentari tradizionali quali: farina di tapioca, biscotti di gomma di tapioca, frutta disidratata, olio di palma, dolci, verdura, sapone fatto a mano, condimenti pronti di mix di spezie e verdure essiccate diventa una leva fondamentale per riuscire a creare uno sviluppo economico sostenibile per queste donne e le loro famiglie. Per raggiungere questo obiettivo il gruppo sta seguendo un percorso di empowerment con una formazione specifica per migliorare il rendimento delle coltivazioni comunitarie, applicando i dettami dell’agricoltura biologica e recuperando tecniche tradizionali della comunità. Aumentare la produzione agricola mira a fornire un aiuto concreto alle famiglie coinvolte; cibo sano prodotto localmente e maggior varietà portano ad un miglioramento immediato delle condizioni di vita delle persone. Parallelamente, aumentando e diversificando con il confezionamento e la trasformazione dei prodotti agricoli, sarà possibile migliorare l’accesso ai mercati locali fornendo anche un sostegno al reddito famigliare. Le donne, organizzate in Club, sono affiancate anche nella creazione di micro-imprese economiche solidali (EES – Empreendimentos de Economia Solidaria) attraverso le quali poter sia presentarsi presso i mercati locali con maggior forza commerciale sia negoziare con il sistema finanziario locale eventuali prestiti per lo sviluppo delle proprie attività. L’organizzazione in gruppi è fondamentale anche per avviare un dialogo con le Istituzioni locali e per accedere ai programmi di sostegno pubblici a favore delle minoranze. Da questo punto di vista il progetto assume le caratteristiche di un capacity building di comunità, in cui l’aggregazione collettiva permette di avviare un percorso di riconoscimento dei propri diritti e della propria identità comunitaria. Il percorso che HUMANA ha deciso di avviare al fianco delle comunità Quilombolas nel nord del Brasile è un esempio tra le migliaia di progetti che in oltre 40 anni di attività l’Organizzazione ha sviluppato in tutto il mondo, al fianco delle persone direttamente coinvolte nei progetti. People to people è la filosofia che guida l’Organizzazione, ogni piccolo cambiamento parte dal singolo individuo e solo lavorando con e tra le persone è possibile cambiare il mondo, un gesto alla volta. Ogni rivoluzione parte da singoli gesti che slegati dal contesto possono apparire piccoli, ma che in uno scenario più ampio danno il via a grandi cambiamenti epocali che impattano nella vita di tutti. Nell’impegno quotidiano accanto ai più deboli, lavorando per fornire aiuto, assistenza e diritti a comunità emarginate abbiamo scelto di lavorare insieme al mondo del business. Le aziende, infatti, hanno il potenziale per agire nelle grandi sfide che il mondo sta affrontando. Banca Intesa, attraverso il proprio Fondo di Beneficenza, ha scelto di sostenere il progetto “Bambà: la forza delle donne Quilombolas”. Una decisione non scontata per una grande Banca di sistema, che ha intrapreso con forza una strada globale e ha scelto di non sottrarsi alle sfide e alle problematiche dei contesti in cui oggi opera. Il sostegno di Banca Intesa è stato fondamentale per avviare un percorso di diritti e inclusione per una delle comunità più ai margini della società brasiliana. Perché i diritti sono di tutti, ovunque.

ARTICOLO PUBBLICATO IN DIVERCITY V, DICEMBRE 2019

Spread inclusion all around the globe