I mandarini 2

EDITORIALE di Valentina Dolciotti –

Innanzitutto, avere Claudia Parzani in copertina, vista la mole degli impegni che ha e il pochissimo tempo libero a disposizione, è una grande gioia e soddisfazione, poiché spero che le parole e il percorso da lei compiuto possano dare uno scossone a Voi, così come l’hanno dato a me.
Poi, tutte le altre Storie.
La faticosa e dolorosa storia di Bayo, arrivato in Italia alla ricerca di una possibilità; la storia di Bambinisenzasbarre, associazione che quotidianamente si batte per i diritti di figli e figlie dei detenuti; le storie di Pcup e Egg, due start-up coi fiocchi, nate dalla passione e dall’intelligenza di giovanissimi ragazzi. Il valore del network in IBM, azienda storicamente attenta all’inclusione di ogni tipo di diversità.
E ancora, un punto di vista differente dal mainstream
sui Disturbi specifici d’apprendimento, decisamente innovativo; la piattaforma Inclusive Mindset e l’attrattività dello Smart working; il Master in GEDM a Roma, ormai alla sua ottava edizione. Le speranze (e l’attuazione) di un nuovo modello di convivenza per palestinesi ed ebrei nel villaggio di Wahat as-Salam Neve Shalom e, infine, le già note rubriche “Libri” e “Cinema”, cui si aggiunge quella sul teatro.
Un secondo numero abbondante di spunti, per continuare a scoprire insieme i benefici che la diversità porta, qualunque essa sia, e quanto essere inclusivi sia un enorme vantaggio. Per tutt*.
P.S. Margaret Thatcher, che troviamo in copertina sullo sfondo in un’opera di Timothy Wilkinson 2013 (che riprende la famosa fotografia con il casco di pilota d’aereo della Marconi Avionics, scattata nell’agosto del 1978), in un’intervista dello stesso anno – che le valse ahimè molti consensi – affermò “gli inglesi sono davvero spaventati che questa nazione possa essere sommersa da persone con una cultura differente”.
Ma era il 1978. Era la Thatcher. Noi siamo diversi.
Credo valga la pena imboccare altre strade.

Spread inclusion all around the globe